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STABIO"MES vuole abbassarci lo stipendio". L'azienda: "La nostra competitività sta peggiorando"

20.01.15 - 13:54
La preoccupazione di Giorgio Fonio dell'OCST: "È il risultato dello scioglimento del CCL, la situazione del cambio creerà dumping salariale"
tipress
"MES vuole abbassarci lo stipendio". L'azienda: "La nostra competitività sta peggiorando"
La preoccupazione di Giorgio Fonio dell'OCST: "È il risultato dello scioglimento del CCL, la situazione del cambio creerà dumping salariale"

STABIO - Il valore della moneta nazionale in rialzo, dopo la decisione della BNS di abbandonare la soglia minima del corso del franco svizzero con l'euro, è all'origine delle prime manovre aziendali per correre ai ripari. Un esempio? Stando ad alcune segnalazioni, la ditta Mes di Stabio avrebbe intenzione, visto il cambio favorevole per chi vive oltre confine, di abbassare gli stipendi.

La ditta, lo ricordiamo, è la stessa che, nell'ottobre del 2013, aveva deciso di eliminare il Contratto Collettivo di Lavoro, in vigore da oltre 35 anni. Inutili erano state le trattative tra padronato e sindacato.

"La cosa non mi stupisce - afferma Giorgio Fonio confermando le segnalazioni -. È la chiara risposta a una situazione in cui il CCL non c'è più. E questa è la prima vera conseguenza".

Il sindacalista OCST preme sull'importanza di un contratto collettivo che tuteli il lavoratore: "Con il CCL la direzione non potrebbe fare e disfare a suo piacimento. Sappiamo tutti che il sindacato, quando è presente in azienda, ha una forza diversa a quella del singolo operaio che, di fronte alla direzione, appare come un Davide contro Golia, ma senza la stessa fortuna".

Fonio punta quindi il dito contro la MES: "Sappiamo con quale direzione abbiamo a che fare e conosciamo il loro modo di agire. Nonostante abbiamo una forte rappresentanza, non essendo più partner dell'azienda, facciamo fatica a trovare soluzioni concordate".

Le previsioni del sindacalista non sono rosee, e non solo per l'azienda in questione: "La situazione del cambio creerà dumping, difficoltà generali e un'ulteriore pressione sui salari. Chiediamo una tavola rotonda che coinvolga tutti gli attori dell'economia di questo cantone. Con decisioni unilaterali, come questa, non si fa il bene degli operai e si impoverisce il Cantone".

La replica di MES - Contattata al telefono l'azienda non nasconde le sue difficoltà in questa particolare congiuntura economica: "La decisione della BNS dello scorso 15 gennaio ha colto tutti di sorpresa, noi compresi - ci spiegano -. Essendo MES S.A. un'azienda che esporta la quasi totalità della propria produzione, la sua posizione competitiva ha subito un improvviso peggioramento rispetto alla concorrenza. L'intera struttura amministrativa é impegnata in un'analisi approfondita della situazione e nella contestuale valutazione di possibili misure correttive".

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