Tutto si sistemerà. Prima o poi

Una prova di spessore per i Van Couver, che hanno pubblicato il secondo album "Everything Will Work Out (Eventually)"
Una prova di spessore per i Van Couver, che hanno pubblicato il secondo album "Everything Will Work Out (Eventually)"
LUGANO - I Van Couver, formazione nata a Lugano nel 2018, tornano con il secondo album "Everything Will Work Out (Eventually)", pubblicato giovedì 28 maggio. Dopo l’esordio nel 2023 con "How’s The Weather?", che metteva in luce un sound capace di evocare gli echi di Interpol e Slowdive tra chitarre serrate e vocalità ipnotiche, la band presenta oggi un’identità più definita e consapevole.
Negli ultimi anni il gruppo - Luca Mescoli (voce e chitarra ritmica), Aslan Bayat (chitarra solista), Eric Brand (basso elettrico) e Stefano Crapula (batteria) - ha progressivamente ampliato i propri confini sonori: nel 2024 ha pubblicato il singolo "Belong", un brano indie rock arricchito da texture shoegaze, seguito nell’agosto 2025 da una reinterpretazione di "The Captain" of Her Heart dei Double per l’emittente nazionale SSR. Un percorso che ha consolidato una proposta capace di muoversi tra melodie sognanti e taglienti, sostenute da una sezione ritmica energica e incisiva.
Con "Everything Will Work Out (Eventually), i Van Couver firmano un lavoro di dieci tracce che rappresenta un punto di maturazione artistica. Il disco segna un netto passo avanti in termini di composizione, produzione e personalità rispetto al debutto, aprendo a tematiche più profonde e a un impianto sonoro più articolato.
Le influenze della band emergono in modo evidente ma coeso: batteria e basso si fanno più groovy e complessi senza perdere impatto, mentre la chitarra solista costruisce trame al tempo stesso caotiche e minimali, malinconiche ma cariche di speranza. La chitarra ritmica mantiene una forte impronta indie rock, creando un contrasto diretto e potente. Le voci, più mature, si integrano come uno strumento aggiuntivo, contribuendo a un equilibrio sonoro compatto e riconoscibile.
Al centro del disco c’è il tema della resilienza: un vero e proprio manifesto per chi cerca riscatto da esperienze difficili, come relazioni tossiche o episodi di bullismo. I brani affrontano anche i conflitti interiori, mettendo in luce la consapevolezza che anche chi appare perfetto combatte le proprie battaglie. È una dichiarazione di identità e autodeterminazione, una reazione alle pressioni sociali e ai contesti soffocanti, nonché un’affermazione di valore personale.
La produzione, interamente curata dalla band, si distingue per un approccio lontano dai suoni standardizzati: un lavoro che privilegia la visione artistica e restituisce un album vivo, dinamico, capace di suscitare emozioni contrastanti. Dieci brani, quelli di questa opera seconda dei Van Couver, pensati per essere riascoltati e in grado di generare rabbia, commozione ed energia. Il tutto è accompagnato da una convinzione di fondo: alla fine, tutto si sistemerà. Prima o poi.





