Scavare nelle storie per (ri)animare le Cave: «È un luogo legato alle memorie di tutti»

Doppio appuntamento con “Memorie Future”, curato dalla compagnia Grande Giro e da I Giullari di Gulliver, domenica prossima 31 maggio.
MENDRISIO - Riportare in vita le Cave di Arzo - e le sue storie - per una domenica, quella del 31 maggio. È questa l'ambizione dello spettacolo “Memorie Future” delle compagnie momò Grande Giro e Giullari di Gulliver, che hanno già intriso di narrazione spazi iconici del nostro territorio.
Quella con le vene del San Giorgio, da cui viene estratto il prezioso e invidiato “oro rosato”, è però un affare personale per i molti dei 25 attori e attrici che si impegneranno nel colossale anfiteatro naturale.
«Ogni componente delle nostre compagnie, a modo suo, conosce questo luogo: c’è chi vi è nato nei paesi della montagna e ha imparato ad apprezzare il patrimonio materiale e immateriale scoprendolo sin da bambino», ci confermano.
Non è la prima volta che fate “Memorie Future”, come è stato scavare (e dove avete scavato) per trovare le storie da mettere in scena alle Cave?
«Arzo è un luogo magico, si intrecciano realtà, storie, vite e addirittura ere diverse. Poi ci sono le persone, di oggi e di ieri: ci sono giunte testimonianze dei picapiedra (venivano chiamati così gli operai che lavoravano in cava, ndr.) direttamente dai discendenti e abbiamo incontrato gli abitanti di oggi, dai bambini agli anziani, noi siamo curiosi e ognuno ha una storia da raccontare.
Poi le storie ce le inventiamo facendoci ispirare dai luoghi che parlano con parole ancestrali: le cave hanno una memoria geologica fatta di fossili, mare e pietra, tutta da restituire con narrazioni, musica e danza».
Essendo voi della Montagna e/o del Mendrisiotto, conoscete bene le Cave, che memorie e che rapporto avete con questo spazio iconico? Quanto vi ha influenzato il vostro vissuto?
«Chi vivendo in Ticino è legato alle storie tutte uguali e tutte diverse di lavoro e migrazioni di altri tempi, c’è chi ama la natura e apprezza gli itinerari del Monte San Giorgio, chi ha già scandagliato la cava per ammirarne i tesori geologici con i propri figli.
Ma c’è anche chi nella compagnia arriva da lontano e ha comunque un rapporto personale. Ad esempio un’attrice ha il padre scultore e sa cosa sia la pietra e il suo lavoro, invece un altro attore ha già vissuto le cave in maniera artistica collaborando con altre compagnie addirittura sin dall’inaugurazione del sentiero e dell’anfiteatro per come lo conosciamo adesso.
E tra poco, tutti e tutte, avremo un’altra nuova storia condivisa da raccontare in futuro».
Qual è la sfida più grande nell'assemblare uno spettacolo come questo? Cosa si deve aspettare chi verrà a vederlo?
«È sempre una grande avventura. “Memorie Future” è un formato che ha il suo modus operandi costruito con l’esperienza e la ricerca, ed esiste dal 2013; ne abbiamo fatti molti in Ticino, scoprendo luoghi e persone. Ma ogni volta è diverso: è sempre una sorpresa vedere come costanti e variabili del progetto rendano unico e irripetibile ogni evento.
Al pubblico diciamo di lasciarsi trasportate e farsi sorprende con curiosità. I presupposti ci sono: con 2 compagnie, più di 25 attori e attrici, 17 fisarmoniche e uno scenario mozzafiato.
Realizzeremo una doppia replica il 31 maggio, alle ore 10h30 e alle 15h00, si consigliano scarpe comode e cappellini, per il ristoro ci pensiamo noi, la prenotazione è fortemente indicata, i posti sono limitati».
Tutte le info su cavaviva.ch e grandegiro.net.
La prevendita, invece, è attiva su biglietteria.ch qui per la data della mattina, e qui per quella del pomeriggio



