Da Lugano a Zurigo…passando per lo Stretto di Hormuz

Il thriller psicologico scritto dal 32enne ticinese Filippo Bellini è stato pubblicato due mesi prima dello scoppio della guerra in Medio Oriente. Ma ora parte del suo contenuto risuona nella cronaca.
Il thriller psicologico scritto dal 32enne ticinese Filippo Bellini è stato pubblicato due mesi prima dello scoppio della guerra in Medio Oriente. Ma ora parte del suo contenuto risuona nella cronaca.
LUGANO - Il caos in Iran. Un attacco missilistico nello stretto di Hormuz. Navi bloccate e la crisi del petrolio. È in questo contesto che viene raccontata la storia di Leonardo, il protagonista del romanzo scritto dal 32enne ticinese Filippo Bellini, “Oltre gli abissi”.
Vi ricorda qualcosa? Beh…probabilmente la realtà che stiamo vivendo dal 28 febbraio a questa parte, con lo scoppio della guerra in Medio Oriente. E il thriller psicologico del giovane luganese è stato pubblicato a inizio gennaio, appena due mesi prima.
Certo, si tratta di pura narrativa, ma le tempistiche incuriosiscono. E l’ambientazione, ancorata tra Lugano e Zurigo, è familiare a molti ticinesi. Noi ne abbiamo parlato direttamente con l’autore.
«Nessuna previsione»
«Ovviamente non avevo previsto nulla di tutto quello che sta accadendo oggi», ci dice, ridendo, Bellini. «Volevo però scrivere una storia che fosse costruita su dinamiche reali legate a petrolio, finanza, geopolitica, situazioni di guerra, e anche alla chiusura dello Stretto di Hormuz».
Un trader di petrolio affamato di successo
L'idea sboccia inizialmente nel contesto professionale. «Non ho mai operato nel mondo della finanza, ma in passato ho lavorato per una grossa società petrolchimica nel canton Zurigo», spiega. «Nei nostri uffici c'era un intero piano dedicato ai trader dei derivati del petrolio. Dopo averli conosciuti e aver capito come si muovono mi sono reso conto che erano dei personaggi decisamente affascinanti. Gestivano enormi volumi di denaro per l'azienda e si assumevano rischi elevatissimi, però poi quando la situazione si faceva molto stressante, al di fuori dell’ufficio, implodevano. E dato che io volevo costruire un personaggio che incarnasse la sete di denaro e la ricerca spasmodica del successo, ho pensato che la figura del trader di petrolio potesse essere un'ottima rappresentazione per il protagonista».
Da lì, nella costruzione della trama, «ho scelto di allargarmi su più fronti quali conflitti in Medio Oriente e crisi del petrolio, che fanno da sfondo al percorso di Leonardo, un giovane ambizioso e brillante che perde il controllo e cade in un vortice di violenza e segreti inconfessabili».
Una sorpresa «surreale»
Vedere alcuni elementi della storia risuonare nella cronaca non può però che lasciare sbigottiti…«Mi ha sorpreso molto, perché quando è iniziato il conflitto tra Stati Uniti e Iran erano passati appena due mesi dall’uscita di “Oltre gli abissi” in libreria», commenta Bellini. «Come autore, dunque, vedere le dinamiche che ho costruito e che sono un po' l'essenza del libro replicarsi nella vita reale mi ha fatto un certo effetto. Mi sembrava di rivedere la storia prendere forma intorno a me. È stato davvero surreale».
Eccoci a Lugano
Per i lettori ticinesi, ad ogni modo, la storia ha un retrogusto familiare. Già perché, pur avendo un respiro internazionale, è ambientata principalmente tra Lugano e Zurigo. «Essendo nato e cresciuto a Lugano e vivendo oggi a Zurigo, volevo creare un’atmosfera locale, che mi facesse sentire un po’ a casa, e descrivere dei luoghi riconoscibili e vicini a molte persone», spiega Bellini. «Questo mi ha permesso di dare più autenticità alla storia e di raffigurare in maniera più credibile determinati scenari».
Per quanto concerne Lugano, dunque, tra le pagine spunta il Parco Ciani, così come dei locali e dei ristoranti ben conosciuti in Ticino, di cui Bellini ha però cambiato i nomi.
Dalle storielle alle elementari al romanzo in libreria
Ma se pensiamo proprio all’autore, è piuttosto atipico al giorno d’oggi che un giovane di 30 anni si metta a scrivere un libro…
«Scrivere è una passione che ho sempre avuto dentro, fin da quando ero piccolo», racconta. «Ricordo che già alle elementari scrivevo delle storie brevi che poi leggevo di fronte a tutta la classe. Tra i 18 e i 20 anni ho poi scritto un primo romanzo, che però ho lasciato da parte e non ho mai inviato a nessuna casa editrice. Poi con gli studi universitari e l'entrata nel mondo del lavoro ho un po' accantonato questa passione, finché un paio di anni fa ho sentito il bisogno di tornare a scrivere. E stavolta volevo arrivare fino in fondo, perché pubblicare un romanzo è sempre stato un mio sogno nel cassetto».
Ma la soddisfazione più grande, per il ticinese, è stata raccogliere le emozioni di chi ha letto il libro. «Mi ha toccato molto il modo in cui la storia sta parlando ai lettori. Gli uomini, soprattutto, si sono identificati tanto nel protagonista. Non necessariamente per quello che fa o quello che gli accade, ma perché si sono rivisti nel suo senso di ambizione, nella pressione che sente addosso, nel vuoto interiore che attraversa. E questo per me è un bellissimo segnale, perché è una storia che è uscita da me, che però è riuscita a toccare nel profondo altre persone».




