Un anticipo di futuro

Nell'anteprima di Floating Notes Festival al Teatro del Gatto verrà svelato il programma del festival autunnale
Nell'anteprima di Floating Notes Festival al Teatro del Gatto verrà svelato il programma del festival autunnale
ASCONA - Un concerto raffinato e imperdibile, che serve inoltre come anteprima di uno dei festival più interessanti del panorama musicale della Svizzera italiana.
Domenica 24 maggio il Teatro del Gatto di Ascona ospiterà Lucrecia Dalt, con esibizione di apertura di Chiara Dubey. La compositrice e artista elettronica colombiana Lucrecia Dalt presenta una performance dal vivo tra elettronica, voce e sperimentazione sonora. Cosa proporrà la cantautrice e compositrice ticinese? Gliel'abbiamo chiesto.
Cosa ti aspetti da Lucredia Dalt?
«Sono molto curiosa di sentire la sua performance, adoro il modo in cui sperimenta con i suoni, e adoro la sua voce, ha una certa sensualità "dark" che ti fa innamorare».
Cosa presenterai al pubblico del Teatro del Gatto?
«Porterò parte del mio ultimo album "Chandani" (e una cosina extra) in versione solo, con voce, synths e violino. Ho iniziato circa un anno fa a esibirmi da sola e inizio a realizzare quanto questo cambiamento mi abbia fatta crescere. Nonostante non ci sia niente di più bello che suonare con il mio ensemble, sto imparando ad amare molto l'intensità dell'essere sola sul palco».
Come sta proseguendo il tuo percorso artistico? Hai in ballo qualche novità?
«Ci sono stati dei cambiamenti, sono di nuovo un'artista indipendente – magari uno stato temporaneo, magari invece rimarrà così – e al momento sto lavorando al mio nuovo album».
Torniamo ora a Floating Notes Festival. Dal 2026, la manifestazione approderà al Teatro Sociale di Bellinzona, aprendo un nuovo dialogo con il territorio e le istituzioni culturali locali. Un’evoluzione che consolida una rete di collaborazioni capace di intrecciare paesaggio, produzione artistica e comunità. L'appuntamento è per un intero settimana, dal 30 ottobre al 1° novembre. Abbiamo chiesto alla fondatrice e curatrice del festival, l'arpista di fama internazionale Kety Fusco, di parlarci di questa nuova edizione.
Ricordi ai nostri lettori cos'è Floating Notes Festival?
«Floating Notes è un festival di musica contemporanea e di ricerca che ho fondato inizialmente tra le montagne del Canton Grigioni come un vero e proprio esperimento artistico. È un progetto che mette al centro la relazione tra suono, spazio e pubblico: non è solo una serie di concerti, ma un’esperienza immersiva, dove la musica dialoga con il luogo e crea un ascolto più profondo e consapevole. Negli anni è cresciuto molto, ospitando artisti svizzeri e internazionali come Daniela Pes, Mary Lattimore e Lubomyr Melnyk, e costruendo una propria identità molto precisa, legata alla sperimentazione e alla qualità curatoriale. Oggi il festival entra in una nuova fase e si sposta al Teatro Sociale di Bellinzona, con una struttura più solida e una visione ancora più ampia».
Come nasce invece questa anteprima primaverile?
«L’anteprima nasce proprio dall’esigenza di creare un momento di continuità e di avvicinamento al festival principale.Dopo una fase di pausa e riorganizzazione del progetto, mi interessava riattivare il dialogo con il pubblico in modo più intimo, quasi come un primo capitolo della nuova edizione. È quindi un appuntamento più raccolto al Teatro del Gatto di Ascona, ma molto coerente con la linea artistica di Floating Notes: un’occasione per presentare due artiste che rappresentano perfettamente questo tipo di ricerca e sensibilità. Inoltre sarà anche il momento in cui sveleremo la line-up 2026 del festival».
Come sei arrivata alla scelta di Lucrecia Dalt e Chiara Dubey?
«La serata nasce come incontro tra due artiste che lavorano sul confine tra struttura e libertà. Lucrecia Dalt è un’artista che sfugge alle definizioni. Non puoi ascoltarla in modo passivo: la sua musica ti costringe a stare dentro, a rimettere in discussione continuamente quello che senti. Non costruisce percorsi chiusi, ma spazi aperti in cui qualcosa accade. Dal vivo questa cosa è ancora più forte. Chiara Dubey arriva da una formazione classica molto rigorosa, ma invece di restarci dentro la trasforma. La struttura c’è ancora, ma non è mai rigida: la voce, gli strumenti e l’elettronica convivono in uno spazio molto personale, emotivo. Metterle insieme ha senso proprio per questo: due percorsi diversi, ma lo stesso punto di tensione. Le ho scelte per l’anteprima perché in qualche modo racchiudono il cuore del festival, e anticipano il tipo di ricerca che attraverserà tutta la line-up».





