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LUGANO

La nuova stagione musicale del Lac: una finestra sulle sonorità del mondo

Si parte il 12 settembre: l'evento inaugurale sarà il Concerto di Gala Opera for Peace Academy,
Foto Britt Schilling
Fonte LAC
La nuova stagione musicale del Lac: una finestra sulle sonorità del mondo
Si parte il 12 settembre: l'evento inaugurale sarà il Concerto di Gala Opera for Peace Academy,

LUGANO - Artisti fra i più grandi della scena mondiale e che abbracciano tutti i periodi della letteratura, dal barocco al contemporaneo alla nuova musica, dalle tradizioni extraeuropee ai linguaggi di confine, con riletture e attraversamenti di epoche, stili e geografie sonore sempre diverse, che guardano al futuro, anche al futuro della tradizione. È la Stagione musica 2026/2027 del Lac, una stagione dove «i luoghi specifici di elaborazione della musica» - Svizzera, Europa centrale, Mediterraneo, Medio Oriente, area nordica, Stati Uniti - «non sono etichette identitarie ma emblemi di una storia delle scuole di appartenenza» si legge in una nota.

La stagione 2026/27 si inaugura il 12 settembre - Con il Concerto di Gala Opera for Peace Academy, concerto che giunge a conclusione della prima edizione luganese della Opera for Peace
Academy, prenderà il via la stagione 2026/2027. In scena saliranno nove giovani cantanti selezionati a livello internazionale. Presentano il risultato di una settimana di lavoro intenso, affiancati dall’Orchestra della Svizzera italiana diretta da Kamal Khan, che ha curato il progetto.

Omaggio al pianoforte, strumento cardine della storia della musica - Uno dei capitoli portanti del plot narrativo della stagione è il pianoforte, strumento cardine della storia della musica. «Con il pianoforte – spiega il Direttore artistico e generale Andrea Amarante – voglio partire proprio dalla storia sociale che lo abita. Nessuno strumento - argomenta - è stato così profondamente legato alla diffusione borghese della musica nell’Ottocento: il salotto, la casa, la formazione, la trascrizione, il Lied, lo studio, il prestigio culturale, l’idea stessa che la musica potesse diventare pratica quotidiana, nourriture de l’âme. Il pianoforte è stato, in questo senso, una macchina di civilizzazione e distinzione. Ma proprio perché porta con sé questa storia, resta oggi uno strumento straordinariamente fertile: pochi strumenti sanno concentrare con la stessa evidenza disciplina e desiderio, costruzione e impulso, architettura verticale e flusso orizzontale». In tale quadro di riferimento, il percorso prende le mosse in una zona di sconfinamento con Hiromi: The Trio Project feat. James Genus on Bass and Simon Phillips on drums (29 ottobre), dove il pianismo di Hiromi assorbe jazz, rock, fusion e musica classica, dentro una scrittura che vive dell’equilibrio fra pagina scritta e improvvisazione, secondo schemi di grande rigore tecnico e sapienza compositiva.

Il pianoforte è anche compagno insostituibile di viaggio per la voce: arriva al LAC Asmik Grigorian (20 gennaio), soprano tra le più acclamate della scena contemporanea che, con il pianista Lukas
Geniušas, interpreterà le pagine delle romanze di Čajkovskij e Rachmaninov. Pianismo puro, invece, è quello dello straordinario Evgeny Kissin (5 febbraio) che concentra l’ascolto su Beethoven, di Hélène Grimaud (8 giugno), che accosta due estremi testamentari, le ultime due Sonate di Beethoven e Schubert, della funambolica Yuja Wang (17 giugno), impegnata nella duplice veste di solista e direttrice della Mahler Chamber Orchestra nei due concerti di Brahms. Fazıl Say, pianista “visionario” sempre in bilico tra ridefinizione del ruolo dell’interprete e felici tentazioni compositive, con la Camerata Salzburg (30 aprile) tocca la purezza del Concerto K 414 di Mozart, incastonato tra due intense pagine di sua composizione. Conclude il concerto la Sinfonia n. 5 di Schubert.
Ma pianoforte è anche Ólafur Arnalds (6 maggio), pianista e compositore islandese, una delle figure più rilevanti della scena contemporanea capace di articolare un linguaggio ibrido tra scrittura
acustica ed elettronica.

Il grande repertorio sinfonico - Il grande repertorio sinfonico, affidato alle maggiori orchestre e ai direttori più autorevoli costituisce un ulteriore paragrafo della stagione 2026/27. Si parte dalla solidità di impianto classico di Daniele Gatti sul podio della Staatskapelle Dresden (28 ottobre), di cui è direttore principale dal 2024, che nel suo programma impagina il Concerto per violino op. 61 di Beethoven nell’interpretazione di Augustin Hadelich, e la Sinfonia n. 2 di Brahms. Un’altra illustre presenza è quella della Freiburger Barockorchester e del Collegium Vocale Gent (5 dicembre) diretti dall’altrettanto celebre Pablo Heras-Casado, impegnati – con strumenti originali – nell’Ouverture “in stile italiano” D 590 e nella Sinfonia n. 9 di Schubert e ne La morte di Didone di Rossini nell’interpretazione del soprano Julie Fuchs.

Nel giorno della vigilia di Pasqua Diego Fasolis sale sul podio de I Barocchisti, del Coro della Radiotelevisione Svizzera e dell’OSI (27 marzo) per la Missa Solemnis di Beethoven. La Zürcher Kammerorchester (18 aprile) con Julia Hagen, nel confronto fra Saint-Georges, Haydn e Beethoven, riassorbe il discorso in una forma estesa che non rinuncia però alla precisione del pensiero cameristico.
Si superano i confini tra le arti con REVOLTA (1° marzo), progetto della Geneva Camerata guidata da David Greilsammer, su coreografie di Kader Attou e Grichka, che offre una radicale rilettura della Sinfonia n. 5 di Dmitrij Šostakovič. Ancora: una diversa struttura del sinfonismo emerge con Tovel (aka Matteo Franceschini), Leone d’Argento per la Musica alla Biennale di Venezia 2019, che nel suo Songbook – commissionato della stessa Biennale – (18 novembre), ridefinisce la nozione stessa di scrittura orchestrale.

Cinema e colonne sonore dal vivo: stavolta tocca a Blade Runner - Dopo il successo della proiezione di Psycho di Alfred Hitchcock con musica dal vivo, la stagione offre un’occasione unica per vedere sul grande schermo il capolavoro di Ridley Scott, Blade Runner (14 e 15 novembre) con la leggendaria colonna sonora di Vangelis eseguita da The Avex Ensemble. Star Wars tra musica e scienza (8 maggio) è, invece, un viaggio nel cinema attraverso musica e narrazione, sospeso tra scienza e fantascienza. In scena Luca Perri, astrofisico e divulgatore, che condurrà il pubblico in un percorso sinfonico tra galassie lontane, scienza e immaginario cinematografico, accompagnato dalle musiche di John Williams nell’interpretazione dell’Orchestra Sinfonica di Milano diretta da Jacopo Brusa.
Non poteva mancare la musica da camera: quest’anno il LAC avvia una collaborazione con Le Dimore del Quartetto, realtà milanese attiva nella valorizzazione di giovani ensemble selezionati a livello internazionale, attraverso tre concerti riuniti sotto il tema “Grand Tour”. Il Desguin Kwartet (24 gennaio) impegnato in un percorso che da Puccini, Debussy e Frank Martin conduce a Schubert; il Quatuor Våren (21 febbraio) che accosta Schubert, Verdi, Ravel e Mendelssohn; l’Helix Trio (21 marzo) che attraverso Clara Schumann, Domenico Turi, Schubert, Juon e Ravel, introduce una diversa grammatica dell’interazione
strumentale.

I Solisti della Scala Fabrizio Meloni, Sandro Laffranchini e Francesco Libetta (4 aprile) portano nel ciclo la densità di una prassi maturata al più alto livello, con un programma da Beethoven a Tenco tra
memoria e scrittura contemporanea.

Questioni di jazz - Nel ricco cartellone (il programma completo su luganolac.ch) non poteva mancare il jazz: il concerto del Roberto Pianca Quartet feat. Johnathan Blake (11 novembre, sede Jazz in Bess)
aggiunge alle performance improvvisative del chitarrista ticinese la presenza di Johnathan Blake, figura centrale della scena statunitense; mentre il trombettista e compositore norvegese Nils Petter Molvær approda al LAC per offrire con il suo ensemble (10 gennaio) un arazzo sonoro tessuto su atmosfere rarefatte, paesaggi sonori evocativi con influenze che spaziano da ambient e dub fino al post-rock.

E poi Melissa Aldana, celebre sassofonista cilena, tra le voci più autorevoli del sax tenore contemporaneo, che con il Melissa Aldana Quartet propone (17 marzo, sede Jazz in Bess), un concerto che diventa sempre territorio di esplorazioni sonore di sensuale eleganza. Con Kinan Azmeh & CityBand (11 maggio) si allungano i confini sonori su geografie multietniche e d’oltreoceano.


Prevendita e abbonamenti
I biglietti e gli abbonamenti per la stagione Musica 2026/27 sono disponibili a partire dal 21 aprile
sul sito www.laclugano.ch e presso la biglietteria del LAC.

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