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«Preferiscono lo scontro al dialogo»

Società Svizzera Impresari Costruttori (SSIC) critica la decisione di sciopero annunciata dai sindacati per il prossimo 20 di ottobre.
Ti-Press / Francesca Agosta
Fonte RED
«Preferiscono lo scontro al dialogo»
Società Svizzera Impresari Costruttori (SSIC) critica la decisione di sciopero annunciata dai sindacati per il prossimo 20 di ottobre.

BELLINZONA - Dopo l'annuncio dello sciopero dei lavoratori edili in programma il prossimo 20 ottobre, è giunta oggi la presa di posizione della Società Svizzera Impresari Costruttori (SSIC) che «condanna con fermezza la misura di lotta annunciata dai sindacati Unia e OCST a Bellinzona, accompagnata da azioni di disturbo su diversi cantieri in tutto il Ticino».

«Con queste iniziative, i sindacati violano apertamente e spudoratamente la pace del lavoro prevista dal Contratto Nazionale Mantello (CNM) in vigore», continua la SSIC citando l'articolo 7: "Le parti si impegnano […] a salvaguardare per l’intera durata del contratto la pace assoluta del lavoro […]. Sono quindi vietati scioperi, minacce di sciopero, provocazioni, resistenze passive, rappresaglie o altre misure di lotta, come serrate o boicottaggi".

Oltre alla decisione di incrociare le braccia a deludere la SSIC è stata la scelta comunicativa dei sindacati. «Nei loro volantini hanno diffuso informazioni scorrette e tendenziose, basate sulle prime vecchie proposte del 28 agosto 2025, ormai superate dalla quarta tornata di trattative e da diverse riunioni tecniche tra le parti. Sembra però che la disinformazione sia stata l’unico modo per convincere gli operai a partecipare alla manifestazione».

E ancora: «La SSIC, al contrario, ha sempre ribadito la propria volontà di raggiungere un nuovo accordo chiaro, vincolante e applicabile dal 1° gennaio 2026».

«Ma una cosa è certa: il settore dell’edilizia gode già del miglior contratto collettivo della Svizzera, con condizioni che altri settori non possono neppure immaginare. Eppure, ai sindacati non basta mai. Preferiscono lo scontro e lo sciopero al dialogo costruttivo, nonostante le trattative nazionali siano in pieno corso e un nuovo CNM moderno sia già in fase avanzata. L’obiettivo comune dovrebbe essere chiaro: garantire buone condizioni di lavoro con regole semplici, eque e trasparenti — a vantaggio di tutti».


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