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BELLINZONADisdetta dell’accordo di Piattaforma da parte delle FFS, anche il personale delle Officine prende posizione

14.06.24 - 13:32
La richiesta, inoltrata anche al Governo: «Mantenere aperto il canale di dialogo»
TiPress
Disdetta dell’accordo di Piattaforma da parte delle FFS, anche il personale delle Officine prende posizione
La richiesta, inoltrata anche al Governo: «Mantenere aperto il canale di dialogo»

BELLINZONA - Oggi il personale delle Officine di Bellinzona, presente in massa, ha discusso sulla decisione delle FFS di disdire l’accordo di Piattaforma, ossia il gremio di dialogo tra Direzione da una parte e Commissione del Personale e sindacati dall’altra, creato dopo lo sciopero del 2008 al fine di affrontare i punti più importanti relativi al futuro delle Officine.

Al termine dell’assemblea il personale ha votato all’unanimità una risoluzione nella quale, oltre a manifestare «il proprio stupore» per la decisione «nonché per la modalità con la quale le FFS hanno comunicato la disdetta», ribadisce come gli obiettivi sottoscritti nell’accordo di Piattaforma «non si possano certamente considerare raggiunti».

«Due di questi - si precisa in una nota - sono il consolidamento della posizione delle Officine all’interno delle FFS e il sostegno all’occupazione. Il passaggio di posti di lavoro attualmente previsto, dagli odierni 510 ai 360 nemmeno garantiti nel nuovo stabilimento industriale di Castione, indica che si é ancora lontani dal raggiungimento degli obiettivi».

Inoltre il personale delle Officine ritiene che non avere più a disposizione un canale paritetico di dialogo tra le parti «non potrà che implicare una riduzione dei volumi di lavoro in Ticino, non da ultimo anche a causa degli spazi molto ridotti previsti nella nuova struttura a Castione».

I lavoratori e le lavoratrici delle Officine di Bellinzona ritengono quindi che una disdetta dell’accordo sia, «in questo periodo incerto di transizione, inopportuna» e chiedono pertanto al Direttore e al Consiglio di Amministrazione delle FFS di «mantenere aperto il canale di dialogo dato dalla Piattaforma, almeno fino all’operatività completa della nuova struttura di Castione».

Chiedono inoltre alla politica ticinese, concretamente al Consiglio di Stato, al Municipio di Bellinzona e alla deputazione alle Camere Federali, di intervenire presso le FFS tramite gli opportuni canali, affinché queste ritornino sui loro passi.

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