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CANTONE«Multarci? Meriteremmo un qualche riguardo»

21.07.22 - 19:33
«Rissa», «guerra delle multe», radar nascosti e controlli. Lorenzo Quadri mostra i denti al sindaco di Como.
tipress (archivio)
«Multarci? Meriteremmo un qualche riguardo»
«Rissa», «guerra delle multe», radar nascosti e controlli. Lorenzo Quadri mostra i denti al sindaco di Como.
Tutto ciò dopo la rimozione di un Suv confederato in zona ZTL e dopo la promessa del neo eletto primo cittadino di punire le infrazioni rossocrociate. Il consigliere nazionale: «Siamo noi ad avere il coltello dalla parte del manico».

LUGANO - L'attenzione del neo sindaco Alessandro Rapinese alle infrazioni ticinesi in terra comasca non è sfuggita al consigliere nazionale Lorenzo Quadri. La rimozione del Suv confederato in zona Ztl, ha scatenato la penna del deputato leghista e direttore del Mattino della Domenica. Proprio sulle pagine del domenicale leghista, infatti, Quadri ha recentemente mostrato i denti con il suo consueto stile tranchant.

È così che, in una manciata di righe, è tornato in sella ai suoi cavalli di battaglia paventando quale contromossa controlli ai valichi (quindi «code fino in centro città»), una «guerra transfrontaliera delle multe» e, al culmine dell'iperbole addirittura «la rissa». Propaganda o minaccia? Lo abbiamo chiesto a lui stesso.

Non ha esagerato?
«Credo che il conflitto lo stia cercando il sindaco di Como, presumo per ottenere un minimo di visibilità. Se le auto con targhe ticinesi che commettono infrazioni diventano oggetto di trattamento speciale, perché non dovremmo fare noi la stessa cosa? Non mi sembra una mossa accorta lanciare questo tipo di sfide considerando che il coltello dalla parte del manico ce l'ha il Ticino. È qui che entrano 75 mila frontalieri per andare a lavorare».

Si gioca ancora una volta la carta dei ristorni e dei controlli. Non li metterei sullo stesso piano di un'auto portata via con il carro attrezzi...
«Sicuramente, ma sta di fatto che sono temi in cui il Ticino appare ancora svantaggiato. Se c'è bisogno di mettere portate sul piatto, io servo anche questa. Indipendentemente dalle auto».

Ciliegina sulla torta è la «guerra delle multe». Non pensa che andrebbe a colpire più che il sindaco, il povero automobilista?
«Ricordiamoci che se si viene multati è perché si è autori di un'infrazione. Vogliamo andare a cercare con il lanternino ogni minima irregolarità? Lasciamo che il sindaco di Como vada in giro con il righello a verificare che le auto siano posteggiate a dovere, noi metteremo i radar nei pressi dei valichi. Le ripicche non fanno bene a nessuno».

Rapinese in realtà ha detto che il Suv è stato portato via nell'ambito di un normalissimo controllo.
«Il titolare dell'auto non sembra della stessa opinione. In ogni caso la mia è la risposta a una Città che minaccia una campagna mirata a colpire i ticinesi e che serve solo ad alimentare sentimenti d'odio».

Una trovata propagandistica quella di Rapinese, è chiaro. C'erano le elezioni di mezzo. Ha abboccato all'amo o la sua è stata una boutade da servire all'elettorato?
«Il messaggio è chiaro, non ci facciamo prendere per il naso e nemmeno ci facciamo discriminare o trattare come dei paria. Anzi, un qualche riguardo nei nostri confronti ce lo dovrebbero avere».

Si aspetta una risposta o non le interessa?
«I problemi sono altri, ma invito Rapinese a una riflessione: in una situazione tesa come quella attuale del mercato del lavoro ha senso fare questi giochetti?»

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