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CANTONE«Un indennizzo per i privati che accolgono i profughi ucraini»

28.03.22 - 17:41
I Verdi chiedono al Consiglio di Stato di seguire l'esempio di Friborgo e Vallese
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«Un indennizzo per i privati che accolgono i profughi ucraini»
I Verdi chiedono al Consiglio di Stato di seguire l'esempio di Friborgo e Vallese
Lo scopo dell'aiuto: «Incentiviamo la collaborazione virtuosa tra Stato e società civile»

BELLINZONA - Sono numerosi, anche in Ticino, i privati che hanno messo a disposizione un alloggio per accogliere chi fugge - spesso si tratta di donne e bambini - dalla guerra in Ucraina. Ma la collaborazione tra Stato e società civile andrebbe ulteriormente incentivata. Come? «Anche attraverso un riconoscimento dei costi» affermano i Verdi del Ticino, in un’interrogazione inoltrata oggi al Consiglio di Stato. 

Il forfait che non copre - «Ospitare delle persone presso i propri spazi comporta - scrive la deputata Cristina Gardenghi, prima firmataria -, oltre che una certa responsabilità, alcune spese aggiuntive che non sono coperte tramite il forfait giornaliero versato direttamente a chi è in possesso dello statuto di protezione S, come per esempio quelle legate al consumo di acqua, elettricità o riscaldamento». La Confederazione, ricordano gli ambientalisti, versa ai Cantoni una somma forfettaria globale per l’alloggiamento e l’assistenza e lascia loro la competenza di decidere se e quanto devolvere ai privati che alloggiano profughi: «Alcuni Cantoni, tra cui Friborgo e Vallese, hanno istituito un forfait mensile di 150 franchi per ogni persona alloggiata gratuitamente presso privati. Si tratta di rimborso spese che non è soggetto né a tassazione né a contributi sociali, e ha lo scopo di sostenere la popolazione nel suo grande sforzo di generosità».

Un supporto tramite le associazioni - In Ticino, sottolineano i Verdi, «almeno da quanto riportato sulla pagina web dedicata al tema, non sembrerebbe esserci nessun indennizzo per i privati che ospitano persone con statuto di protezione S». Da qui lo stimolo al Consiglio di Stato a colmare la lacuna. Sempre secondo l’interrogazione sarebbe «inoltre estremamente importante preparare adeguatamente le persone che si mettono a disposizione per ospitare persone in fuga dal conflitto e fornire loro supporto durante tutto il percorso, in modo da garantire un’accoglienza di qualità e prevenire situazioni spiacevoli». A tal proposito si invita a valorizzare al meglio la competenza delle associazioni del territorio che si occupano professionalmente di accoglienza»

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