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07.12.2021 - 07:370
Aggiornamento : 11:41

L’amarezza di chi non ha fatto il vaccino: «Abbiamo paura»

Salgono i contagi. Si teme il ritorno del lockdown. Cinque donne over 60 raccontano il loro disagio.

Non sono no vax. E nemmeno negazioniste o complottiste. Tio/20Minuti ha raccolto i loro dubbi. La replica del medico Franco Denti.

BELLINZONA - Come si sente chi, da mesi, si vede puntare il dito contro per il fatto di avere scelto di non farsi vaccinare? Col Covid che è tornato protagonista, Tio/20Minuti ha incontrato a Bellinzona cinque donne non vaccinate. Tutte over 60, dunque in età a rischio. Ai loro dubbi replica Franco Denti, presidente dell'Ordine dei medici ticinesi. 

Lo stile di vita – Attorno a un tavolo ci sono Giulia (60), Loredana (69), Lucia (68), Lisa (62) e Claudia (61). La prima a prendere la parola è Lucia: «Non siamo no vax. E nemmeno negazioniste o complottiste. Siamo semplicemente persone che hanno sempre avuto uno stile di vita sano e che hanno paura del vaccino. Come fa la scienza a sapere che tra cinque anni questa iniezione non mi causa un effetto collaterale grave?».

«Non resta nel corpo a lungo» – Denti rassicura, in parte, la signora. «Questo vaccino non resta nel corpo a lungo. Fa il suo dovere e poi viene smaltito. Tanto è vero che ci troviamo a dovere fare un richiamo. Non ha senso parlare di effetti collaterali a lungo termine dunque. Sono stati vaccinati milioni di persone in pochissimo tempo, abbiamo una panoramica a 360 gradi su quello che può potenzialmente accadere». 

La questione dell’immunità – «Vivo in mezzo al verde – dice Giulia –. Non ho particolari contatti sociali. Sono una persona che rispetta le regole. Sono in perfetta salute e ho timore a mettere nel mio corpo qualcosa che forse mi potrebbe rompere questo equilibrio. I casi sono rari? Sì, ma se fosse il mio uno di quei casi rari? E poi si parla di vaccino che immunizza… Ma di che immunità stiamo parlando visto che siamo arrivati a dicembre coi contagi alle stelle?»

«Protetti dai decorsi gravi» – Anche qui il medico interviene: «Immunizzazione non significa non ammalarsi. Come accade per tutti i vaccini anche questo protegge dalle complicazioni della malattia. Dai decorsi gravi. Il senso della vaccinazione è questo. Per sgravare il sistema ospedaliero oltre che proteggere sé stessi». 

Tamponi che potrebbero non contare più – Lisa è terrorizzata dall’idea che subentri anche in Svizzera la strategia del 2G. Con i tamponi a non valere più nulla. «Del vaccino non mi fido. Anche perché non vedo risultati incoraggianti: i casi in Paesi super vaccinati sono riesplosi. Perlomeno il tampone non ti dà false certezze. Il certificato Covid invece fa entrare la gente ovunque per poi permetterle di comportarsi come se niente fosse».  

«Certa gente non ha ancora capito» – Denti specifica: «Una pandemia è sempre in evoluzione. Non puoi pianificare più di quel tanto. Certa gente forse non ha ancora capito cosa è una pandemia. La situazione è completamente diversa rispetto a un anno fa. Si ammalano gravemente soprattutto pazienti che non sono stati vaccinati. Le nuove varianti? I vaccini a mRNA possono essere modificati in relativamente poco tempo. È una fortuna». 

Senso di colpa – «Sembra che sia sempre colpa solo della gente – dice Claudia che si sente disorientata –. Non si accetta che per una volta l’uomo sia impotente di fronte a qualcosa di più grande. Non capisco dove stiamo andando. Io ho la convinzione che se dovessi prendere il Covid, lo prendo comunque in forma curabile da casa».

«Manca la solidarietà» – Un atteggiamento, a detta del medico, piuttosto diffuso e presuntuoso. «Nessuno di noi ha la garanzia della vita eterna – sostiene Denti –. In questa società sta mancando la solidarietà. Ognuno di noi deve sapere che prima o poi incrocerà il Covid. L'individualismo non porta da nessuna parte».  

Incubo depressione – Loredana è altrettanto confusa. «Io ho una malattia autoimmune. Anche se volessi, non mi potrei vaccinare. Noto un grande caos comunicativo. Le autorità politiche e sanitarie non sono mai riuscite a darci garanzie. E ora ci attaccano. Che vaccino è un vaccino che comunque permette di infettare? Si continua a parlare di lockdown, non considerando che la depressione fa abbassare ulteriormente il sistema immunitario».

«Non si vuole colpevolizzare nessuno» – «Per quanto riguarda il Ticino, nonostante tutto siamo messi bene – replica Denti –. Il rischio di lockdown al momento è scongiurato. Ma va mantenuta alta la guardia. Capiamo le difficoltà in cui si trovano i cittadini. Non si vuole colpevolizzare nessuno. È chiaro che sono stati fatti errori, come la riduzione dei posti letto. Servirebbe inoltre forse tornare ad avere degli ospedali Covid». 

 

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