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BIOGGIO«Io che mi batto per i contadini del Nicaragua»

05.11.21 - 06:00
Marco Ventriglia, 33enne economista, è un cooperante di Comundo. La sua è una missione nobile.  
Foto Comundo
Marco Ventriglia (a destra) con alcuni operai del posto.
Marco Ventriglia (a destra) con alcuni operai del posto.
«Io che mi batto per i contadini del Nicaragua»
Marco Ventriglia, 33enne economista, è un cooperante di Comundo. La sua è una missione nobile.  
«Lottiamo per fare in modo che gli agricoltori non si facciano raggirare da intermediari approfittatori. Per fare fronte al problema hanno bisogno di competenze amministrative e di mezzi efficienti».  

BIOGGIO - Da Bioggio a Somoto, nel nord del Nicaragua. Per portare avanti una missione nobile: fare in modo che i produttori del posto si auto sostengano finanziariamente e non si facciano raggirare da intermediari. Marco Ventriglia, 33enne economista ambientale, lavora con chi coltiva legumi e cereali e con chi alleva galline. «L’idea è quella di fornire loro le competenze amministrative necessarie in modo che stiano a galla da soli e riescano a trovare possibili canali di vendita etici».   

In Nicaragua ha trovato anche l'amore – Marco, che di recente è stato in Ticino per trovare i suoi cari, è attivo per Comundo, organizzazione non governativa svizzera di cooperazione allo sviluppo tramite l’interscambio di persone. Il primo approccio col Nicaragua l’ha avuto con uno stage nel 2016. Laggiù ha poi trovato l’amore, sposandosi con Fabiola (38) da cui ha avuto il piccolo Nilo (3). «Sono tornato sul posto nel 2019. E da allora lavoro per UCANS, un’unione di 35 cooperative agricole. Lo scopo è quello di facilitare lo sviluppo socioeconomico di circa 250 piccoli imprenditori locali. Anche con metodi agricoli più sostenibili ed efficienti».  

Basta coi "cattivi" – Una vera e propria impresa sociale. Una sfida enorme. Anche perché spesso la popolazione locale non ha la preparazione adeguata per reggere l’urto col tritacarne dell’economia internazionale. «Vogliamo fare in modo che i guadagni di questa gente restino il più possibile sul posto. Ci sono ad esempio intermediari che arrivano da El Salvador e acquistano i prodotti a prezzi completamente disonesti. Spesso l’agricoltore accetta, ingenuamente».

Un commercio più giusto – Comundo opera grazie a un importante sostegno della Confederazione (40%) ma anche grazie alle donazioni e al sostegno di tantissimi privati. «C’è la volontà di fare passare un concetto di commercio equo. Ci stiamo mobilitando affinché i contadini di Somoto possano vendere direttamente i loro prodotti al mercato. Li incentiviamo anche a produrre derivati come marmellate o miele. Di recente abbiamo acquistato tre trattori e abbiamo riattivato una cucina industriale».

Il problema Covid – La pandemia rappresenta ovviamente un ostacolo. «Dalle autorità non c’è stata una risposta, la situazione politica è piuttosto caotica. Non c’è nemmeno una statistica dei morti o dei contagi. Mi è spesso capitato di arrivare in ufficio e sentire che era morta questa o quella persona. Regna un po’ il motto del “si salvi chi può”. Nonostante questo si va avanti con fiducia. Il mio contratto scade tra un anno. Ma sono così innamorato di questo Paese che c’è una mezza intenzione di rinnovarlo».  

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