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LOCARNO
14.10.2021 - 11:020
Aggiornamento : 18:18

«Chi mi conosce sa che non sono una persona violenta»

Lo sfogo di Saverio Manfreda, il calciatore squalificato per cinque anni dopo i fatti delle Semine.

Il ritratto umano di un giovane che a un certo punto sognava di fare il professionista. Oggi gestisce due negozi di abbigliamento. «Ho sbagliato. Ma non giudicatemi solo per questo», dice.

LOCARNO - Compirà 25 anni tra pochi giorni. E sa che per i prossimi cinque non potrà più giocare a pallone in una partita ufficiale. Saverio Manfreda, calciatore che avrebbe dato il "la" all'ormai famosa rissa tra il "suo" Locarno e il Semine, in una partita del campionato di terza lega, non si dà pace. E a Tio/20Minuti racconta tutta la sua amarezza: «Non ho ancora davvero realizzato cosa mi sta capitando, mi sento sottosopra, mi viene da piangere quando si sfiora l’argomento». 

Sognava il professionismo – Racconta di non avere mai preso un cartellino rosso prima dello scorso 18 settembre. Questo ragazzo, che a un certo punto del suo percorso sembrava addirittura potere spiccare il volo verso il professionismo, non sarebbe un tipo da risse. «Quella sera sono stato espulso dopo un banale fallo di reazione. E ho fatto la cavolata di lanciare il parastinco verso la panchina del Semine. Da lì si è scatenato tutto».

"Ergastolo calcistico" – Il 25enne non vuole nascondersi. «È chiaro che ho sbagliato. L'ho ammesso subito e ci metto la faccia. Però così è un po' come se avessi preso un "ergastolo calcistico". Il pallone è la mia vita, non so come farò senza. Non penso di potere giocare oltre Gottardo o nella vicina Italia. È una soluzione a cui ho pensato, ma non credo sia fattibile visto il tipo di squalifica». 

Di mestiere gestisce due negozi – Appare frastornato, l'ormai ex centrocampista delle bianche casacche. Tritato anche dal caos mediatico sollevato in seguito all'episodio. «Questa cosa non mi fa bene neanche dal punto di vista lavorativo, ho aperto due negozi di abbigliamento da uomo, sono una persona che si dà da fare. Chi mi conosce sa che non sono un violento. Spero che gli altri non mi giudichino in base a questo fatto e soprattutto a questa sanzione». 

«Vorrei non pagare anche per altri» – In ballo potrebbe esserci un ricorso da parte del Locarno. Difficile dunque, allo stato attuale, andare oltre l’aspetto umano in una conversazione con Saverio. «Ho un po’ l’impressione di pagare anche per altri che in passato hanno fatto peggio. Vorrei che non fosse così».

Le altre decisioni della Federazione – Le sanzioni decise dalla commissione disciplinare della Federazione ticinese di calcio sono state comunicate mercoledì. Il match del 18 settembre è stato ritenuto nullo. Quella toccata a Saverio Manfreda, pur essendo la più pesante, non è l'unica squalifica stabilita dal massimo organismo calcistico ticinese.  Per quanto riguarda il Locarno, penalizzato anche di tre punti in classifica, Fabian Schönwetter ha ricevuto una squalifica di due anni e André Rocha di 18 mesi. Ali Ekizir e Jordan Morgantini, che militano nel Semine, sono stati invece squalificati per due anni. 

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