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Il fumo che fuoriesce dallo stabilimento del Gruppo Fabbri
MUZZANO
01.09.2020 - 06:300
Aggiornamento : 08:00

Gruppo Fabbri, tanto fumo ma niente smog

Le emissioni dalla fabbrica sono periodicamente oggetto di segnalazione, ma la Sezione protezione aria tranquillizza

«Gli impianti sono dotati di filtri elettrostatici per l'abbattimento delle nebbie oleose. L'ultimo controllo, effettuato a febbraio, conferma i valori molto al di sotto dei limiti d'emissione»

MUZZANO - Le evidenti emissioni che fuoriescono dallo stabilimento industriale che sorge accanto all’aeroporto, in territorio di Muzzano, hanno spinto un lettore ad interrogarsi sulla composizione di quei vapori… fissati anche in una fotografia e segnalando il fatto alla redazione. 

Filtri elettrostatici - Non è il primo a notarli, come ci confermano dalla Sezione protezione aria, acqua e suolo (SPAAS). «Con certa frequenza, ogni uno o due anni, siamo confrontati con segnalazioni da parte della popolazione relative all’emissione di fumo dai camini della ditta Gruppo Fabbri SA» afferma Alejandra Almada, collaboratrice scientifica dell’Ufficio dell’aria, del clima e delle energie rinnovabili. Queste emissioni, prosegue la funzionaria cantonale, «derivano dal processo d’estrusione di film plastici destinati al confezionamento d’alimenti. Si tratta di prodotti e sostanze autorizzate anche dal punto di vista della sanità. Gli impianti esistenti presso la Gruppo Fabbri SA sono dotati di filtri elettrostatici per l’abbattimento delle nebbie oleose che si sviluppano, sistema che rappresenta lo stato della tecnica per questo tipo di emissioni e che garantisce un rendimento superiore al 95%». 

Emissioni inferiori ai limiti - In base ai controlli analitici periodici, e sempre secondo le spiegazioni fornite dalla SPAAS, «le emissioni sono di molto inferiori ai limiti stabiliti dall’Ordinanza federale contro l’inquinamento atmosferico (OIAt), quindi pienamente conformi alle norme vigenti. Il processo di produzione è sempre uguale e continuo e le emissioni si producono in modo costante durante tutto l’arco della giornata e tutto l’anno». 

Il monitoraggio costante - Il fatto che il fumo sia visibile soltanto in certi momenti, spiega la collaboratrice scientifica, «è dovuto a un fenomeno ottico derivato dalle condizioni meteorologiche. Oltre ai controlli analitici periodici effettuati dall’autorità cantonale secondo la frequenza triennale stabilita dall’OIAt, è stato concordato con l’azienda, appunto per un migliore monitoraggio, un programma che prevede controlli più frequenti delle emissioni e degli impianti. L’ultimo controllo analitico, effettuato nel mese di febbraio 2020, conferma i valori molto al di sotto dei limiti d’emissione riscontrati durante le analisi ufficiali».

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