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CANTONE
11.08.2020 - 09:300
Aggiornamento : 12:23

Un coleottero ci salverà dall'ambrosia?

Sta tornando il polline della pianta. Ma c'è un animale che in futuro potrebbe indebolirla

BELLINZONA/BERNA - Ne bastano quantità minime per scatenare forti reazioni allergiche: stiamo parlando del polline di ambrosia (Ambrosia artemisiifolia), molto pericoloso per chi soffre di allergie. In Svizzera, questa pianta importata dal Nordamerica è presente soprattutto in Ticino e nella parte occidentale del paese.

«Sono sufficienti undici pollini di ambrosia per metro cubo d’aria per scatenare una reazione allergica» spiega Sereina de Zordo, responsabile Servizi specializzati presso aha! Centro Allergie Svizzera. A titolo di paragone, con le graminacee ne servono cinquanta. La situazione è grave perché un’unica pianta di ambrosia rilascia milioni di pollini che, oltre a essere aggressivi, sono anche piccoli e leggeri, e per questo vengono trasportati molto lontano dal vento. «Soprattutto in agosto e settembre, i pollini di ambrosia sono responsabili di gravi disturbi allergici, persino di attacchi d’asma» continua Sereina de Zordo. In Svizzera, l’8 per cento della popolazione è sensibilizzata al polline d’ambrosia, il 21 per cento tra le persone con un’allergia ai pollini pre-esistente.

L’ambrosia è presente soprattutto nel Canton Ginevra, nella parte occidentale del Canton Vaud e in Ticino. Dichiarata «particolarmente pericolosa», dal 2006 deve essere segnalata alle autorità e contrastata. «Non l’abbiamo ancora eliminata del tutto, ma è sotto controllo», conclude Sereina de Zordo.

Un coleottero porta speranza - In futuro, potrebbe giungere in soccorso un piccolo coleottero, anch’esso involontariamente importato dal Nordamerica. L’Ophraella communa, questo il suo nome, è oggetto di ricerca in Svizzera già dal 2014. Uno studio del Centre for Agriculture and Bioscience International (CABI) di Delémont ha dimostrato che questo insetto indebolisce la pianta al punto che essa produce l’80 per cento in meno di polline. Simili intrusi non sono in genere benvenuti, perché spesso costituiscono una minaccia per la fauna e la flora indigene, ma questo coleottero pare nutrirsi soprattutto di ambrosia.

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