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28.04.2020 - 18:250
Aggiornamento : 18:44

Annus horribilis per i viticoltori: «Siamo preoccupati per la vendemmia»

La chiusura dei locali pubblici è stata un'ulteriore mazzata per un settore già in difficoltà da anni.

L'Interprofessione della vite e del vino ticinese: «Le aziende e le cantine hanno perdite tra il 30% e l'80% in questo periodo. Sempre più bottiglie restano invendute». Nessun accordo sul prezzo dell'uva.

BELLINZONA - La pandemia di coronavirus rappresenta un grosso problema anche per i viticoltori ticinesi che guardano con enorme preoccupazione alla prossima vendemmia.

Effetto domino - La chiusura dei locali pubblici ha infatti provocato un effetto domino che concerne tutti. Dai produttori ai negozianti. Nessuno escluso. «L'unico canale di vendita aperto è quello relativo alla grande distribuzione - precisa Interprofessione della vite e del vino ticinese (IVVT). Ma anche lì le cose non vanno benissimo. «Il consumo a domicilio è diminuito dal 15 al 20%. D'altronde, si sa, il vino è una bevanda conviviale».

Settore in difficoltà - La pandemia ha inflitto un ulteriore colpo duro a un settore già in difficolta da anni: «Per le aziende vitivinicole e le cantine stimiamo una perdita dal 30 all'80% - a seconda della tipologia di clientela - nei primi mesi dell’anno». L'incognita della data di riapertura di bar e ristoranti è un'ulteriore spada di Damocle che pende sulla testa dei viticoltori.

Troppe bottiglie - E intanto le bottiglie prodotte negli anni scorsi continuano a giacere invendute nelle cantine. «Per riequilibrare il mercato - precisa IVVT - si è deciso di ridurre del 20% la resa dei terreni». Quindi da 1 chilo di uva a 800 grammi al metro quadrato. «Di questi, le cantine si impegneranno ad acquistarne almeno 500gr/mq», sottolinea l'associazione precisando che gli accordi in tal senso «dovranno comunque essere presi caso per caso» tra viticoltori.

Patto e prezzo - Questo patto, per contrastare questo ennesimo annus horribilis per il vino ticinese, è stato sancito durante vari incontri del gruppo di lavoro. «I membri della Federviti hanno compreso le difficoltà che i negozianti di vino stanno vivendo in questo particolare momento. La loro piena collaborazione, seppure sofferta, ci ha permesso di trovare questo accordo». Non è invece ancora stato trovato un prezzo per le uve coltivate in Ticino: «Il fatto che i negozianti di vino e la Cantina Sociale di Mendrisio - che da soli vinificano il 70% delle uve - non siano in grado di comunicarlo rappresenta l'ennesima prova di questo clima d'incertezza».

Disinfettante per la comunità - Le eccedenze, in un periodo storico tanto complicato, potrebbero però servire per fare del bene alla comunità. «Promuoveremo una campagna», precisa l'associazione. «L’idea è quella d'invogliare i produttori a donare, a un prezzo puramente simbolico, l’uva in eccesso per distillarla. Il disinfettante sarà poi distribuito alle strutture del nostro Cantone». 

Vino 100% ticinese - I delegati di IVVT hanno pure approvato la modifica della DOC riguardante il taglio dei vini. «A partire da questa vendemmia - concludono - non sarà più possibile tagliare i vini ticinesi con altri provenienti da fuori Cantone». Una decisione, questa, che restringe le regolamentazioni federali che lo permettevano.

Commenti
 
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volabas 1 anno fa su tio
D'altronde ogni cantina ha un chimico , quindi quando le annate sono buone e abbondanti la cosa piu' o meno funziona ; quando c'è scarsita' di quantita' e qualita' ecco il tocco magico del mago. Come per i barrique,,quante magagne riescono a nascondere.
Lucadue 1 anno fa su tio
Per fare spazio nelle vostre cantine dovete solo moderare i vostri prezzi.
vulpus 1 anno fa su tio
È sicuramente un segnale forte per i viticoltori e per i produttori di vino. La qualità del Merlot, è spesso poco eccelsa. Quasi tutti hanno adottato quel poco apprezzabile soluzione dei barrique, dove i vini poi sanno tutti lo stesso gusto. Il Merlot è un vitigno di qualità, ma ha il grande difetto che la sua coltivazione è molto costosa. Perchè non pensare a diversificare finalmente il tipo di vitigno?
gabola 1 anno fa su tio
Lacrime di coccodrillo, adeguarsi alle esigenze del consumatore e non al pro saccocia
gigipippa 1 anno fa su tio
Alcuni vini non è evidente trovarli sul mercato, ed altri li trovi dal benzinaio. Penso che il problema sia più legato alla qualità che al prezzo. Al ristorante é l inverso, già un litro di acqua son 10 Fr. Fuori di testa.
pontsort 1 anno fa su tio
Per anni si é voluto piantare sempre piu vigna in piano e ora ci si gratta.
miba 1 anno fa su tio
Sì, settore già in difficoltà da anni per i prezzi fuori di testa praticati. Il covid19 non ha fatto altro che portare a galla quanto in fondo si sapeva già
F/A-18 1 anno fa su tio
@miba Tra l’altro Merlot fatto su mischiandolo con il vino da 1 Franco che viene dalla teronia, facile così fare la grana.
miba 1 anno fa su tio
@F/A-18 Forse ricordi la trasmissione di non moltissimo tempo fa a Patti Chiari. Non sono nemmeno obbligati ad indicare sull'etichetta con cosa tagliano il vino che producono. Ma si può??
pillola rossa 1 anno fa su tio
@F/A-18 Nome della ditta che fa questo?
F/A-18 1 anno fa su tio
@miba È un segreto di pulcinella quelli dei nostri Merlot, si sa che delle nostre uve c’è meno di quello che dovrebbe esserci, d’altra parte i nostri produttori, a giudicare dalle cantine che hanno messo in piedi, non mi sembra che se la passano male. Oltretutto chi aiuta a tenere le vigne e chi aiuta a fare vendemmia passa dal volontariato al lavoro precario e mal pagato, forse anche in nero, chi controlla farà bene il proprio lavoro? Il dubbio viene automaticamente....
pillola rossa 1 anno fa su tio
@F/A-18 Se vuoi un sistema denuncia con tanto di prove. Altrimenti sei complice. Non si può tagliare un DOCcon vino esterno.
pillola rossa 1 anno fa su tio
@pillola rossa Estero
F/A-18 1 anno fa su tio
@pillola rossa Ma io non faccio il poliziotto di lavoro ma ho sentito da molte fonti che il Merlot viene tagliato in quantità superiore al 10% che è il massimo consentito con vino da 1 Franco al litro ed arriva da dove lo sanno loro, poi non sarà tutto così ma questo è quel che si mormora in giro.
pillola rossa 1 anno fa su tio
@F/A-18 Hai sentito? Ti riferisci al merlot doc? Fammi un fischio quando puoi dimostrarlo. Nemmeno io faccio il poliziotto, ma a me i furbi non piacciono e non faccio finta di non sapere se ho le prove che qualcuno ruba a scapito della buona fede altrui.
F/A-18 1 anno fa su tio
@pillola rossa Purtroppo non raccolgo prove, faccio altro nella vita ma queste storie è da anni che le sento e le sento da chi in questi posti ci ha lavorato. Poi sai, se dovessi denunciate tutto quello che non va penso che non mi basterebbe una vita, e di cose c’è ne sono, basta volerle vedere.
pillola rossa 1 anno fa su tio
@F/A-18 Chi ha le prove e non denuncia è complice. Chi diffonde voci è quello che è.
F/A-18 1 anno fa su tio
@pillola rossa Si certo, denuncia, mi viene in mente il caso del Corvo, il dipendente pubblico che ha denunciato anonimamente il malaffare dei permessi facili dati a gente non meritevole tipo mafiosi ecc, una volta che lo hanno scoperto gli hanno rovinato la vita, ti sembra possibile?
pillola rossa 1 anno fa su tio
@F/A-18 L'amministrazione cantonale è un ambiente "particolare" dove spesso gli uffici e i capo uffici si coprono a vicenda. Un privato che ruba è più facile da denunciare, se hai le pezze giustificative. L'affaire Giroud insegna.
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