LUGANO
27.10.2010 - 16:450
Aggiornamento : 24.11.2014 - 14:44

Profilattici e Chiesa: "Non siamo totalmente contro"

La Chiesa di Lucerna distribuisce preservativi contro l'Aids. Parla Don Sandro Vitalini che puntualizza. "Per salvare l'integrità di un coniuge è senz'altro legittimo ricorrere a mezzi di protezione"

LUGANO - Voleva essere una campagna informativa sull'Aids e la sua prevenzione, quella promossa lo scorso weekend dalla Chiesa cattolica della città di Lucerna e durante la quale sono stati distribuiti dei preservativi, ma ha suscitato non poche polemiche. Con lo slogan "Dimenticarsi è contagioso. Proteggi il tuo prossimo" e senza nessun intento polemico - almeno secondo Florian Flohr, responsabile della comunicazione della Chiesa - un camion espositivo della missione cattolica Missio, si è adoperato nel fornire ai giovani informazioni sull'Aids in Africa e la Svizzera.

Ufficialmente la Chiesa cattolica è contro l'uso di preservativi - da qui la forte eco mediatica per la notizia che ha raggiunto diversi Paesi come Italia o Francia - ma, come ci riferisce Don Sandro Vitalini, pro-vicario generale della Diocesi di Lugano, questa è un'interpretazione che va contestualizzata.
"Nel 1968, con l'uscita della famosa enciclica "Umanae Vitae", la conferenza dei Vescovi svizzeri prese posizione nominando una commissione che studiò il problema. In questo documento è esplicito il messaggio diretto ai coniugi. Essi sono chiamati a una personale riflessione. Se la coscienza fa loro capire che non potranno più crescere altri figli, sono in diritto ad avere una sana vita di coppia senza necessariamente fini procreativi".

La campagna informativa tenutasi a Lucerna si riferiva però alle malattie trasmissibili attraverso rapporti sessuali, come l'Aids.
"Anche in questo caso è già stato detto, non solo da parte della conferenza episcopale Svizzera, ma da parte di tutte le conferenze del mondo, che per salvare l'integrità di un coniuge è senz'altro legittimo ricorrere a mezzi di protezione per non contagiare la persona sana".

Dello stesso parere è anche il Prof. Oliviero Bernasconi, parroco di Genestrerio, che all'epoca della suddetta conferenza episcopale era rappresentante della Svizzera italiana all'interno della Commissione sulla famiglia.
"Porto impresse nella memoria le parole dell'allora cardinale di Parigi: "La proposta della Chiesa ai cristiani è radicale: non fare sesso al di fuori del matrimonio. Esistono tuttavia persone deboli che possono incorrere nella disgrazia di contrarre malattie sessualmente trasmissibili. Non si facciano queste propagatrici di morte".

Davide Milo

Foto (archivio) Keystone

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