Tutti contro l'UDC

Compensazione alle frontiere del CO2 per il cemento divide i partiti: accolta da PLR, PS e Verdi
Compensazione alle frontiere del CO2 per il cemento divide i partiti: accolta da PLR, PS e Verdi
BERNA - I partiti, dai Verdi al PLR, accolgono favorevolmente la compensazione alle frontiere del CO2 per la produzione di cemento, come proposto dalla Commissione dell'ambiente, della pianificazione del territorio e dell'energia del Nazionale (CAPTE-N). Solo l'UDC si oppone al progetto di legge nell'ambito della procedura di consultazione.
Secondo i democentristi, il progetto crea nuove tasse e obblighi di importazione, rende il cemento più caro e aumenta così i costi di costruzione. L'accesso al cemento a basso costo non dovrebbe essere limitato da nuovi ostacoli commerciali, si legge nella risposta alla consultazione conclusasi oggi.
PLR, PS, Verdi e Verdi liberali invece accolgono la compensazione alle frontiere del CO2 come condizione per prevenire uno spostamento della produzione di cemento e le emissioni ad essa associate all'estero. Questo aspetto è messo in risalto in particolare dai socialisti. Dal canto loro, i liberali-radicali vedono così garantita una concorrenza leale rispetto a Paesi terzi, che spesso sono soggetti a norme ambientali significativamente meno severe.
Nel dettaglio emergono però anche differenze tra i sostenitori del progetto. Gli ecologisti ritengono che valga la pena di considerare un'estensione del campo di applicazione ad altri settori ad elevate emissioni di CO2. Il PLR insiste invece su una limitazione rigorosa al cemento dell'ambito di applicazione.
Inoltre, i Verdi si oppongono al fatto che i proventi della compensazione alle frontiere del CO2 confluiscano nel bilancio della Confederazione. A loro avviso, i proventi dovrebbero piuttosto essere destinati specificamente a misure di protezione del clima.
Prevenire distorsioni della concorrenza - La CAPTE-N intende reagire con la compensazione alle frontiere all'ulteriore sviluppo del sistema svizzero di scambio di quote di emissioni in linea con l'UE.
Si tratta di prevenire distorsioni della concorrenza compensando la differenza tra i costi del CO2 spesso più alti in Svizzera e quelli dei Paesi terzi.




