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SVIZZERA

«Neutralità sotto tiro: contro la legge sul materiale bellico si vada al referendum»

Un'alleanza interpartitica conta di riuscire a raccogliere 50 mila firme entro i termini previsti dalla legge
Deposit Photos
Fonte Ats
«Neutralità sotto tiro: contro la legge sul materiale bellico si vada al referendum»
Un'alleanza interpartitica conta di riuscire a raccogliere 50 mila firme entro i termini previsti dalla legge

BERNA - L'attacco Usa al Venezuela, contrario al diritto internazionale, illustra perfettamente l'urgenza del referendum contro la modificata legge sul materiale bellico approvata nel dicembre scorso dal parlamento.

Parola di un'alleanza di partiti di sinistra (PS e Verdi), gli Evangelici e organizzazioni non governative (come Terre des Hommes o il Gruppo per una Svizzera senza esercito) presenti oggi a Berna che si dice convinta di poter raccogliere le 50 mila firme necessarie entro i termini previsti (metà aprile) contro una modifica di legge il cui scopo è solo fare soldi a spese della neutralità della Svizzera.

Secondo questa alleanza, gli Stati Uniti fanno parte di quei Paesi che, in seguito all'allentamento delle disposizioni attuali, potrebbero ricevere armi realizzate in Svizzera.

Le nuove disposizioni - Secondo la nuova impostazione della legge, infatti, un gruppo di 25 Paesi occidentali potrà acquistare armamenti svizzeri con maggiore libertà rispetto a oggi: anche qualora fossero coinvolti in una guerra, la Svizzera potrà fornire loro materiale bellico. Rimangono escluse solo le nazioni che violano i diritti umani in modo grave e sistematico. Il Consiglio federale, inoltre, avrà un diritto di veto, ad esempio se ritenesse che tali esportazioni possano mettere in pericolo la neutralità.

Regole meno severe si applicherebbero anche alla riesportazione: in linea di principio, tutti i Paesi potranno in futuro trasferire liberamente a terzi gli armamenti acquistati in Svizzera. Il Consiglio federale potrà però imporre una garanzia che il materiale resti nel Paese acquirente, qualora nutrisse dubbi in relazione alla neutralità o agli interessi di politica estera e di sicurezza della Svizzera.

I sostenitori della revisione in parlamento, ossia il campo "borghese", hanno invocato soprattutto ragioni di sicurezza, sostenendo che la modifica della legge sul materiale bellico rafforzerà l'esercito svizzero, che necessita di un'industria degli armamenti efficiente. Socialisti e Verdi hanno invece denunciato violazioni del diritto della neutralità e un grave danno alla credibilità internazionale del Paese.

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