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«Costosa e pessima per l'economia», i senatori bocciano l'iniziativa sul servizio civico

Dopo il Nazionale, anche il Consiglio agli Stati stronca la proposta fatta da un comitato interpartitico.
Ti-Press (archivio)
Fonte ats
«Costosa e pessima per l'economia», i senatori bocciano l'iniziativa sul servizio civico
Dopo il Nazionale, anche il Consiglio agli Stati stronca la proposta fatta da un comitato interpartitico.
BERNA - Troppo costosa, pessima per l'economia e pericolosa per la difesa del Paese. È quanto pensa il Consiglio degli Stati dell'iniziativa popolare per un servizio civico, bocciata oggi in aula per 34 voti a 9.L'esito del dibattito non era partico...

BERNA - Troppo costosa, pessima per l'economia e pericolosa per la difesa del Paese. È quanto pensa il Consiglio degli Stati dell'iniziativa popolare per un servizio civico, bocciata oggi in aula per 34 voti a 9.

L'esito del dibattito non era particolarmente incerto. A marzo, già il Nazionale aveva respinto sonoramente il testo e pure dalla discussione in sede di commissione (dove era tra l'altro stata scartata la possibilità di presentare un controprogetto) erano emersi numeri che lasciavano poco spazio a uno scenario diverso da un no. Sostegno è giunto solo da qualche "senatore" centrista, di sinistra e del PLR.

L'iniziativa "Per una Svizzera che si impegna" (Iniziativa Servizio civico), questa la sua esatta denominazione, è stata presentata nell'ottobre 2023 da un comitato interpartitico. Secondo quanto prevede, le persone di cittadinanza svizzera dovrebbero prestare un «servizio a beneficio della collettività e dell'ambiente», che sia sotto forma di servizio militare o di un altro equivalente riconosciuto dalla legge.

In nome dell'uguaglianza di genere, la Svizzera passerebbe così da un obbligo di servizio esclusivamente militare e maschile a un impegno di milizia generalizzato. Tuttavia, gli effettivi destinati all'esercito e alla protezione civile dovrebbero essere garantiti. La tassa d'esenzione, l'indennità per perdita di guadagno e le altre disposizioni esistenti rimarrebbero invariate. L'impiego di stranieri sarebbe regolato per legge.

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