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SVIZZERA
04.03.2020 - 19:490

Dopo il caso Bosia Mirra, resta il "reato di solidarietà"

Il Consiglio nazionale non approva la soppressione del reato.

Il principio di proporzionalità viene già oggi applicato.

BERNA - Chi aiuta migranti a entrare illegalmente in Svizzera continuerà ad essere punibile. Il Consiglio nazionale ha respinto oggi - con 102 voti contro 89 - un'iniziativa parlamentare di Lisa Mazzone (Verdi/GE) che chiedeva una modifica della legge federale sugli stranieri.

La ginevrina voleva sopprimere il cosiddetto "reato di solidarietà". Per Mazzone, la persona che presta assistenza non dovrebbe essere punibile se i suoi motivi sono onorevoli. Queste rivendicazioni sono state formulate anche da Amnesty International e Solidarité sans frontières.

I giudici dispongono già della possibilità di rinunciare a una pena detentiva e di disporre soltanto una multa o una pena pecuniaria, ha replicato Gerhard Pfister (PPD/ZG) a nome della commissione. Insomma, il principio di proporzionalità viene già oggi applicato.

Nel 2017 ci sono state 1175 condanne per incitazione all'entrata, alla partenza o al soggiorno illegale di uno straniero. In Ticino Lisa Bosia Mirra è stata condannata per aver aiutato 24 profughi a entrare illegalmente in Svizzera nell'agosto 2016. Alla fine di ottobre 2019, la Corte d'appello e revisione penale l'ha prosciolta dall'accusa di aiuto al soggiorno illegale e riconosciuta invece colpevole di ripetuto aiuto all'entrata e alla partenza illegale. La sua sanzione è stata ridotta.

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