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SVIZZERACaccia da combattimento, ecco il "sì"

09.12.19 - 19:36
Sarà il Consiglio federale a decidere il tipo di velivolo
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Caccia da combattimento, ecco il "sì"
Sarà il Consiglio federale a decidere il tipo di velivolo

BERNA - Come prevedibile, anche il Consiglio nazionale, dopo gli Stati, ha approvato oggi (124 voti a 68) il credito di 6 miliardi di franchi al massimo per l'acquisto di nuovi caccia da guerra inclusi in un decreto di pianificazione attaccabile mediante referendum.

Decide il Consiglio federale entro il 2021 - Sul tipo di velivolo deciderà in seconda battuta il Consiglio federale. Una valutazione sugli aviogetti dovrebbe essere disponibile nella seconda metà del 2020. Un eventuale referendum è previsto per il 27 settembre dell'anno prossimo. Al più tardi all'inizio del 2021, il Consiglio federale deciderà quale aereo acquistare. A partire dal 2025, i primi modelli dovrebbero sfrecciare nei cieli svizzeri ed entro il 2030 la flotta dovrebbe essere al completo. Gli F/A-18 e i Tiger verrebbero smantellati gradualmente.

Il dibattito - Il dibattito odierno si è sviluppato lungo le tradizionali linee di frattura destra-sinistra, con una differenza importante soprattutto in seno al campo rosso-verde.

Mentre gli ecologisti hanno difeso la non entrata nel merito, giudicando inutile l'acquisto di nuovi jet da combattimento, il gruppo socialista ha votato l'entrata in materia, ma auspicato il rinvio del dossier al Consiglio federale affinché quest'ultimo presenti un piano di difesa aerea completo che includa l'acquisto di jet "leggeri" (vedi il caccia prodotto dall'azienda italiana Leonardo), con annesso sistema missilistico terra-aria e un nuovo sistema radar per 4 miliardi.

Sia la non entrata nel merito che il rinvio sono stati respinti dalla maggioranza del plenum (rispettivamente per 149 voti a 35 e 122 voti a 68), che ha giudicato indispensabile l'acquisto di nuovi jet al posto dei vetusti Tiger e degli F/A-18, quest'ultimi ormai entrati in una parabola discendente. Per la maggioranza, la Svizzera neutrale e indipendente ha bisogno di un'aviazione militare credibile e efficace per la protezione del proprio spazio aereo e, in ultima analisi, per garantire la sicurezza della popolazione e delle sue infrastrutture.

No ad assegni in bianco - Nel suo intervento, a nome dei Verdi Balthasar Glättli (ZH) ha criticato la procedura scelta dal Governo di concedere al popolo di esprimersi sul credito, ma non sul modello di aereo, solo per evitare un "no" popolare come occorso con i Gripen nel 2014. «Oggi il plenum - ha dichiarato - sta per concedere all'esecutivo un assegno in bianco per un'operazione da 24 miliardi», ossia la somma prevista per dei nuovi jet cui si aggiungeranno i costi di manutenzione e armamento.

A suo avviso, l'acquisto di un determinato modello non è una questione meramente tecnica, «bensì altamente politica visto che tra i modelli in lizza non figurano caccia russi né cinesi". Insomma, restringendo la scelta a modelli prodotti in Europa o negli Stati Uniti, la Svizzera fa una scelta strategica precisa. Per Glättli, i veri rischi per la Svizzera sono dovuti ai cambiamenti climatici, ai cyberattacchi. Per compiti di polizia dell'aria i mezzi attuali bastano e avanzano.

Altri oratori ecologisti hanno messo in dubbio l'utilità militare di nuovi caccia, quando si sa che siamo circondati da Stati amici cui non verrebbe in mente di attaccarci. E se un giorno ciò dovesse accadere, gli unici a poterlo fare sarebbero cinesi e russi, contro i quali non potremmo fare nulla, visto che a quel punto la Nato avrebbe già capitolato.

No ad aerei di lusso - A nome dei socialisti, Priska Seiler-Graf (ZH) ha giudicato la somma prevista dal governo eccessiva, un lusso, per compiti che potrebbero essere affidati a velivoli meno cari, come il caccia prodotto dall'azienda italiana Leonardo, tanto più che siamo protetti dallo scudo della Nato. Una somma simile andrebbe impiegata per ridurre i premi malattia, oppure per l'aiuto allo sviluppo.

Pur non mettendo in dubbio la necessità di proteggere lo spazio aereo, tanto che il gruppo socialista ha votato l'entrata nel merito, Priska-Seiler ha difeso la proposta di rinvio al Consiglio federale del dossier per l'acquisto di caccia "leggeri" cui affiancare gli F/A-18, di un sistema di difesa missilistico e di un sistema radar, il tutto per quattro miliardi di franchi.

Per un'aviazione credibile - Un invito che ha lasciato freddi gli altri gruppi parlamentari, sostenuti dalla consigliera federale Viola Amherd. UDC, PLR, Verdi liberali e il Gruppo del centro (PPD-PBD-EVP) hanno sottolineato l'importanza di rinnovare la flotta di caccia svizzeri per garantire la sicurezza e la stabilità del Paese.

Per la maggioranza del plenum, la somma proposta dalla sinistra di quattro miliardi è insufficiente per garantire una difesa aerea globale. Quanto all'alternativa del caccia "leggero", il modello preso in considerazione è carente in materia di velocità e armamento, quindi inadatto per garantire una protezione efficiente dello spazio aereo.

A nome della commissione Rocco Cattaneo non ha messo in dubbio l'importanza della somma richiesta, ma «si tratta di un investimento a lungo termine» perché i nuovi caccia dovranno rimanere in servizio per almeno 30 anni. Quanto alla maggiore cooperazione con l'estero, il ticinese - imitato dalla ministra della difesa - ha sottolineato che uno Stato neutrale che voglia preservare la propria indipendenza ha bisogno di un'aviazione moderna.

Per l'UDC, le richieste sia dei Verdi che dei socialisti non sono altro che manovre dilatorie che indeboliscono l'esercito, il cui fine ultimo è l'abolizione pura e semplice dell'esercito.

Affari compensazione, 60% - Dopo aver seguito le raccomandazioni della commissione sul principio dell'acquisto e sul credito massimo, il plenum ha fatto altrettanto per quanto riguarda gli affari di compensazione.

Nel settembre scorso, il Consiglio degli Stati aveva stabilito che le imprese estere avrebbero dovuto compensare il 100% del valore contrattuale mediante l'assegnazione di mandati in Svizzera (affari offset), di cui il 20% con affari offset diretti e il 40% con affari offset indiretti nel settore della base tecnologica e industriale rilevante in materia di sicurezza. A ciò si aggiunge un altro 40% di compensazione indiretta in tutta una serie di settori che vanno dall'industria delle macchine, a quella ottica e orologiera, per passare dalla chimica. Inoltre, tutte le principali regioni del Paese avrebbero dovuto beneficiare, nella misura del possibile, degli affari di compensazione: il 65% per la Svizzera tedesca, il 30% per quella francese e il 5% per la Svizzera italiana.

La maggioranza del Nazionale si è pronunciato a favore di una ripartizione regionale equa di simili affari, ma ha abbassato la compensazione al 60%. In aula, Rocco Cattaneo e Olivier Feller (PLR/VD) hanno tuttavia spezzato una lancia affinché tale percentuale venga portata all'80%.

Benché una percentuale elevata faccia rincarare la fattura finale, a detta del deputato ticinese e di quello vodese si tratta di adoperarsi affinché tutte le regioni del Paese possano veramente approfittare di questa operazione che contribuirà a mantenere posti di lavoro e a rimpinguare le casse statali grazie ai maggiori introiti fiscali.

Il decreto - Il decreto di pianificazione contiene l'ordine per l'acquisto di nuovi caccia a reazione per un importo massimo di 6 miliardi di franchi, ma non il tipo di aereo da acquistare. Il Consiglio federale, come detto, deciderà su questo aspetto solo più tardi.

Poiché la decisione sul modello non è ancora stata presa, il prezzo esatto per aereo e quindi anche le dimensioni della flotta non sono chiare. Secondo le stime di un gruppo di esperti, il prezzo medio per caccia, compresi armamento, logistica, sistemi, aggiornamenti e altri costi, è di circa 200 milioni di franchi.

I candidati - Gli aerei candidati per sostituire i Tiger e gli F/A-18 sono quattro: l'Eurofighter della Airbus (Germania), l'F/A-18 Super Hornet della Boeing (Stati Uniti), il Rafale della Dassault (Francia) e l'F-35A della Lockheed Martin (Stati Uniti). Il Gripen E di Saab (Svezia) è invece rimasto fuori dalla corsa.

Con 6 miliardi di franchi dovrebbe quindi essere possibile acquistare 30 nuovi jet. Tenendo conto delle esigenze in fatto di manutenzione e formazione, ciò dovrebbe soddisfare lo scenario di riferimento: il Consiglio federale esige infatti che almeno quattro aerei siano sempre in volo per un periodo di quattro settimane.

L'acquisto di nuovi missili antiaerei è escluso dalla decisione di pianificazione. I due dossier avanzano in parallelo e hanno punti di contatto a livello militare e finanziario. Tuttavia, contrariamente ai piani originari dell'esecutivo, il nuovo sistema di difesa terra-aria (Bodluv) non sarà sottoposto a referendum.

COMMENTI
 
Bayron 2 anni fa su tio
Aspettiamo il referendum perché questa, dopo gli inutili droni, é una spesa inutile
pulp 2 anni fa su tio
Condivido quanto scritto qui sotto da alcuni - esercito si e quindi gli aerei si…. non si può ragionare con la logica del LEGO per costruire un esercito performante. Detto questo, smettiamola anche di non capire che i fondi non sono "destinabili" a casaccio…. ci sono dei budget e non é che se i soldi dei caccia non venissero spesi poi possono essere dirottati a qualche prestazione sociale tanto cara alla sinistra. Ovviamente per capire certi meccanismi ci vuole un minimo di conoscenza di come funziona una nazione e non gli strillii isterici da bar.
Tato50 2 anni fa su tio
5 miliardi all'anno per mantenere una massa di lazzaroni che nei loro paesi sono ben contenti che siano "scappati" va bene ? Spendere 30'000 franchi al mese per Carlos (il nome e cognome non lo sa nessuno ) per rieducarlo e poi adesso è in galera per averne massacrato a botte una decina mi sembra giusto o no ? Miliardi all'UE per i paesi dell'Est che poi comprano armi e non prendono asilanti vanno bene ? Certo, da noi, con i caccia ne uccidono una decina al giorno, mentre altri usano auto imbottite di esplosivo o cinture piene di chodi. E buona parte è gente mantenuta nella Nazione dove massacrano ;-((
Maxy70 2 anni fa su tio
Ogni Paese ha in casa un esercito, la scelta é fra il proprio o quello di qualcun altro. La neutralità armata é un pacchetto da prendere o rifiutare "in toto", copertura aerea compresa. Altrimenti facciamo una croce su indipendenza, neutralità ed entriamo nella NATO. È inutile però continuare a cavillare su aereo si, carro armato no, ecc...
Maxy70 2 anni fa su tio
Tutti i Paesi hanno un esercito, il proprio o quello di qualcun altro! Un esercito senza copertura aerea é una casa senza il tetto. Ci abiteremmo?
Lilly Formina 2 anni fa su tio
Ma sì dai! Sosteniamo l'industria bellica, manteniamo alta la domanda di macchine progettate per uccidere. E'un'ottima via da seguire. Poi nel contempo votiamo crediti per aiutare le vittime della guerra. Per una politica responsabile, coerente e credibile!
Tato50 2 anni fa su tio
Non so perché ma la mia risposta al tuo commento la puoi leggere sopra !!
RV50 2 anni fa su tio
Certo che voi sinistroidi e oppositori a tutto vi sta bene che i nostri soldi li diamo a falsi rifugiati politici e gente che sta in assistenza perché a quei tipi sta bene così ... forse non pensate che la manutenzione di questi aerei viene eseguita quì da noi ..... giusto mantenere i centri sociali stracolmi di drogati e parassiti che nulla hanno voglia di fare ; per fortuna non tutti i frequentatori sono così .... giusto leviamo i militari che così avremo decine di migliaia di disoccupati in più .... facile sempre criticare e opporsi a tutto ma in quanto a portare soluzioni questo é un opzione che neanche vi sognate di cercare nel male voi state sempre bene ...
Tato50 2 anni fa su tio
Ben detto. Un miliardo e mezzo per coprire l'autostrada a Bellinzona va benissimo. Acquistare aerei presso una determinata Nazione con un ristorno di soldi pari quasi all'80 % della spesa per le nostre industrie è sbagliato ? Qui qualcuno non ha capito un tubo e dovrebbe usare le dita per fare altre cose ,-((
Wunder-Baum 2 anni fa su tio
Dal mio punto di vista, non sono necessari per il ns spazio aereo !
lo spiaggiato 2 anni fa su tio
E perché mai non prendere un considerazione i caccia russi?... pare vadino bene e sono economici... ??
anndo76 2 anni fa su tio
abbiamo ( cosi riporta tio ) 105mila bambini in svizzera sotto la soglia di poverta', problemi con AVS, casse malati assurde, disoccupati, gente in assistenza e i geni che fanno ? 6miliardi per aerei che NON useranno mai !! complimenti, la tangentina la hanno sicuramente intascata per fare comprare ste schifezze
Thor61 2 anni fa su tio
Ora che il denaro si possa usare meglio è indubbio, però il CF sta REGALANDO a seguito di un RICATTO da parte dell'UE e, SENZA nulla in cambio, quello che chiamano "Miliardo" che, se composto da 1.400 MILIONI è ben OLTRE il miliardo (40% oltre) mica due bruscolini, si potrebbe cominciare con l'EVITARE tale regalia poichè sappiamo già che quel denaro finirà in banche tetesche per tappare il mega buco finanziario a seguito dell'acquisto dei "Derivati" di cui la merdel si è abbuffata negli scorsi anni. Poi io sono per avere un esercito, ma non di SPRECARE denaro per averlo, spendere il giusto per quello che serve alla nazione! Saluti
Tio1949 2 anni fa su tio
Per fortuna siamo neutri
Fufabi 2 anni fa su tio
Neutro ci sarai te! ;)
anndo76 2 anni fa su tio
infatti...con i problemi seri sociali che ci sono spendono miliardi per un esercito non solo neutro ma fatto da lavoratori che nella vita si occupano di tutt'altro...
Thor61 2 anni fa su tio
La neutralità elvetica è FINITA ormai da molti anni, adesione all'ONU e l'invio di truppe in siti caldi, con le regole d'ingaggio uguali agli altri stati, cosa buona e giusta per il militare se vuol portare a casa la pelle, hanno di fatto tolto/ annullato la neutralità Svizzera. Poi volendo possiamo sempre credere che gli asini volano, quella è una scelta come un'altra!!! Su TIO se ne parlava qualche settimana fa in merito al ritiro dall'ex Jugoslavia, se non mi sbaglio. Saluti
Tio1949 2 anni fa su tio
Bravo hai letto e hai capito.
Bayron 2 anni fa su tio
Ti pareva!!!
koalaboss 2 anni fa su tio
Ovvio che dicono si! Ahah
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