Cerca e trova immobili
SVIZZERA / MEDIO ORIENTE

Oro in caduta libera: ecco perché non sta brillando

Il prezzo dell’oro del metallo giallo è sceso del 15% dall'inizio della guerra in Medio Oriente. Il rischio dell'inflazione e il rafforzamento del dollaro spingono gli investitori altrove
Imago
Fonte Blick
Oro in caduta libera: ecco perché non sta brillando
Il prezzo dell’oro del metallo giallo è sceso del 15% dall'inizio della guerra in Medio Oriente. Il rischio dell'inflazione e il rafforzamento del dollaro spingono gli investitori altrove

ZURIGO - Sono giorni neri sui mercati azionari. La guerra in Medio Oriente non lascia dormire sonni tranquilli gli investitori, nemmeno coloro che hanno investito nell'oro. Il suo prezzo è infatti notevolmente sceso rispetto al 28 febbraio, di circa il 15% in meno attestandosi a circa 110mila franchi.

Ma cosa sta accadendo al bene rifugio per eccellenza? In genere, nelle fasi di incertezza economica o geopolitica, gli investitori tendono a spostare i propri capitali verso i metalli preziosi. Dall’inizio del conflitto in Iran, però, questa dinamica sembra essersi invertita.

Secondo la Banca Cantonale di Lucerna, che ha analizzato l’andamento attuale dei mercati, il rincaro del petrolio sta alimentando nuove preoccupazioni legate all’inflazione globale. Questo scenario ha spinto verso l’alto i tassi d’interesse, rendendo più appetibili altre forme di investimento rispetto all’oro, che non produce né cedole né dividendi. «Quando i tassi salgono sensibilmente, l’oro spesso finisce sotto pressione», spiega al Blick Matthias Geissbühler, responsabile degli investimenti di Raiffeisen Svizzera.

A incidere è anche il rafforzamento del dollaro americano. Poiché l’oro è quotato a livello internazionale in dollari USA, una valuta più forte rende il metallo più costoso per chi acquista, contribuendo così a spingerne il prezzo verso il basso. Geissbühler spiega il rafforzamento del dollaro: «La guerra in Iran ha spinto temporaneamente gli investitori verso beni rifugio come il dollaro statunitense, che in queste fasi di stress è particolarmente richiesto come valuta più liquida».

L’oro tornerà a essere un bene rifugio nel medio termine? Anche la volatilità dei mercati azionari può avere effetti negativi sul prezzo nel breve periodo. In particolare, quando gli investitori utilizzano strumenti a leva, può rendersi necessario immettere nuovo capitale per evitare la chiusura automatica delle posizioni. «Gli investitori iniziano a vendere tutto ciò che è in guadagno. Questo porta a vendite forzate di oro», afferma Geissbühler.

Se le borse dovessero continuare a registrare oscillazioni così marcate, non è escluso che il prezzo dell’oro subisca ulteriori ribassi. Tuttavia, si tratta per lo più di fattori temporanei. «Se la guerra dovesse durare più a lungo e l’inflazione aumentare, gli investimenti che offrono una certa protezione dall’inflazione, come l’oro, torneranno a essere più richiesti», dice Geissbühler.

In teoria, un contesto simile spingerebbe le banche centrali a valutare nuovi aumenti dei tassi. Tuttavia, la loro capacità di intervento è limitata, visto che molte economie stanno già mostrando segnali di debolezza. Su un orizzonte di medio periodo, l’oro potrebbe quindi recuperare il suo ruolo tradizionale di bene rifugio.

Entra nel canale WhatsApp di Ticinonline.
Iscriviti alla newsletter giornaliera di Tio per ricevere le notizie più importanti direttamente nella tua casella di posta.
Naviga su tio.ch senza pubblicità Prova TioABO per 7 giorni.
COMMENTI
NOTIZIE PIÙ LETTE