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SVIZZERA

Commercio estero stabile nel terzo trimestre

A trainare l'export il settore chimico farmaceutico che segna un +4,4%. Rallenta ancora l'orologeria giù dell'1,3%.
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Fonte Ats
Commercio estero stabile nel terzo trimestre
A trainare l'export il settore chimico farmaceutico che segna un +4,4%. Rallenta ancora l'orologeria giù dell'1,3%.
BERNA - Il commercio estero svizzero è apparso sostanzialmente stabile nel terzo trimestre: rispetto ai tre mesi precedenti (e in termini destagionalizzati) le esportazioni sono salite dell'1,9% (a 66,1 miliardi di franchi), mentre le importazioni h...

BERNA - Il commercio estero svizzero è apparso sostanzialmente stabile nel terzo trimestre: rispetto ai tre mesi precedenti (e in termini destagionalizzati) le esportazioni sono salite dell'1,9% (a 66,1 miliardi di franchi), mentre le importazioni hanno beneficiato di una progressione dello 0,3% (a 55,6 miliardi). Il periodo si chiude con un'eccedenza di 10,5 miliardi.

Le variazioni indicate oggi dall'Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini (UDSC) sono nominali: in termini reali (cioè corrette dell'effetto dei prezzi) si sono attestate rispettivamente a +0,8% (export) e -0,6% (import).

Nel confronto con il secondo trimestre (che aveva da parte sua mostrato una pronunciata flessione) i vari settori di esportazione hanno mostrato andamenti differenti. Il ramo di gran lunga più importante, la chimica-farmaceutica, segna (a livello nominale) un +4,4% (a 34,9 miliardi di franchi); seguono per contro tutti in negativo i comparti di macchine ed elettronica (-1,0% a 8,1 miliardi), orologeria (-1,3% a 6,7 miliardi), strumenti di precisione (-3,5% a 4,3 miliardi) e metalli (-1,0% a 3,6 miliardi). Per questi ultimi si tratta del quinto trimestre in rosso consecutivo.

A livello geografico, il continente più interessante per i prodotti elvetici rimane l'Europa (-0,2% a 37,9 miliardi), con un contributo importante fornito da Germania (+2,8% a 10,8 miliardi) e Italia (-8,2% a 5,1 miliardi), che sono il secondo e il terzo fra i principali sbocchi dell'export. In flessione è il Nordamerica (-1,3% a 13,1 miliardi), con gli Stati Uniti (-1,7% a 12,4 miliardi) che mantengono comunque il primato di maggiore importatore di merci dalla Confederazione (una posizione che nel recente passato è stata disputata costantemente con la Germania). In lieve progressione è l'Asia (+0,8% a 14,3 miliardi), sulla scia di un certo dinamismo della Cina (+1,2% a 4,1 miliardi).

Anche sul fronte delle importazioni il ramo decisamente più importante rimane quello chimico-farmaceutico (+5,2% a 16,8 miliardi), seguito da macchine ed elettronica (-0,2% a 8,8 miliardi), veicoli (+3,1% a 5,6 miliardi), metalli (+1,3% a 3,9 miliardi), alimentari (+1,3% a 3,2 miliardi) e - in calo per il quarto trimestre consecutivo - prodotti energetici (-8,6% a 3,0 miliardi). Riguardo alle regioni, in progressione è il Nordamerica (+9,3% a 3,8 miliardi), marcia sul posto l'Europa (+0,7% a 40,3 miliardi), mentre in flessione è l'Asia (-2,9% a 10,4 miliardi).

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