Cerca e trova immobili
VALLESE

Uccise la moglie con 34 coltellate: condannato a 20 anni

Una pena più severa rispetto alla richiesta dell'accusa. L'uomo, in quella notte di agosto 2023, ferì anche la figlia. La difesa valuta il ricorso
Uccise la moglie con 34 coltellate: condannato a 20 anni
Depositphotos (ToonPhotoClub)
Fonte Ats
Uccise la moglie con 34 coltellate: condannato a 20 anni
Una pena più severa rispetto alla richiesta dell'accusa. L'uomo, in quella notte di agosto 2023, ferì anche la figlia. La difesa valuta il ricorso

MONTHEY - L'uomo che nell'agosto 2023 aveva ucciso la moglie con 34 coltellate e ferito la figlia è stato condannato oggi a 20 anni di carcere per assassinio dal Tribunale di Monthey (VS).

Nella notte tra il 2 e il 3 agosto il 45enne, di origine macedone e naturalizzato svizzero, sotto gli effetti dell'alcol, aveva colpito più volte la moglie, prima di accoltellarla con cinque diversi coltelli di cucina. Di quattro di questi spaccò infatti la lama per la forza dei colpi. Il motivo scatenante della furia dell'uomo era un litigio per questioni economiche.

La Corte ha dunque inflitto una pena più pesante di quanto richiesto dalla procuratrice, vale a dire 16 anni di carcere. La difesa aveva invece chiesto una revisione dei fatti in omicidio e una pena detentiva di sei anni.

La difesa valuta il ricorso
L’avvocata Pauline Elsig ha definito la pena inflitta «straordinariamente dura». Lei e il suo assistito ora decideranno se impugnare la sentenza davanti al tribunale cantonale. L’imputato si è scusato in tribunale con i figli e ha chiesto loro perdono. Il tribunale ha inoltre riconosciuto ai due figli un risarcimento. Il figlio riceverà circa 172'000 franchi, la figlia 80'000 franchi.

Entra nel canale WhatsApp di Ticinonline.
Iscriviti alla newsletter giornaliera di Tio per ricevere le notizie più importanti direttamente nella tua casella di posta.
Naviga su tio.ch senza pubblicità Prova TioABO per 7 giorni.

Sappiamo quanto sia importante condividere le vostre opinioni. Tuttavia, per questo articolo abbiamo scelto di mantenere chiusa la sezione commenti.

Su alcuni temi riceviamo purtroppo con frequenza messaggi contenenti insulti e incitamento all'odio e, nonostante i nostri sforzi, non riusciamo a garantire un dialogo costruttivo. Per le stesse ragioni, disattiviamo i commenti anche negli articoli dedicati a decessi, crimini, processi e incidenti.

Il confronto con i nostri lettori rimane per noi fondamentale: è una parte centrale della nostra piattaforma. Per questo ci impegniamo a mantenere aperta la discussione ogni volta che è possibile.

Dipende anche da voi: con interventi rispettosi, costruttivi e cortesi, potete contribuire a mantenere un dialogo aperto, civile e utile per tutti. Non vediamo l'ora di ritrovarvi nella prossima sezione commenti!
NOTIZIE PIÙ LETTE