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«Jessica Moretti ci disse di chiudere le porte o sarebbero entrati senza pagare»

La testimonianza dell'addetto alla sicurezza che conferma un punto chiave: l'uscita di sicurezza non era chiusa per un puro caso, ma per una decisione presa intenzionalmente.
Afp
«Jessica Moretti ci disse di chiudere le porte o sarebbero entrati senza pagare»
La testimonianza dell'addetto alla sicurezza che conferma un punto chiave: l'uscita di sicurezza non era chiusa per un puro caso, ma per una decisione presa intenzionalmente.

CRANS-MONTANA - Proseguono gli interrogatori utili a fare luce sulle responsabilità della tragedia di Capodanno al Le Constellation. Predrag Jankovic, uno dei due addetti alla sicurezza presenti la notte della strage di Crans-Montana, ha reso davanti alla polizia na testimonianza intensa e carica di emozione. Ha raccontato di aver sentito Jessica parlare con Cyane e Jean-Marc, dando disposizioni precise: l’accesso doveva avvenire esclusivamente dall’ingresso principale, mentre le altre porte dovevano restare chiuse per impedire a qualcuno di entrare senza pagare.

Ancora segnato dalle ustioni al volto e alle mani, e profondamente provato, Jankovic – riporta il Corriere della Sera – ha ripercorso davanti agli inquirenti i drammatici momenti dell’incendio, tra fiamme e fumo. Ha descritto i tentativi disperati di alcuni ragazzi di sfondare la porta di servizio per mettersi in salvo. Ha ricordato anche l’amico e collega Stefan Ivanovic, altro addetto alla sicurezza, che ha perso la vita nel rogo.

Nel corso dell’interrogatorio ha ribadito un elemento che, secondo quanto emerso nelle settimane di indagini, appare sempre più evidente: la chiusura della porta di servizio e dell’uscita di sicurezza non è stato casuale. A suo dire, si trattò di una decisione deliberata presa da Jessica Moretti.

Jankovic ha spiegato che quella sera, al suo primo turno nel locale – assunto tramite la società di sicurezza contattata dai Moretti – ha udito chiaramente la titolare ordinare alla cameriera Cyane Panine e al figlioccio Jean-Marc Gabrielli di mantenere chiuse quelle porte che, aperte, avrebbero potuto salvare numerose vite.

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