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SVIZZERAProblemi a un motore, l'aereo Edelweiss fa dietrofront nei cieli della Sardegna

06.12.23 - 15:39
Il volo, diretto a Città del Capo, ha dovuto alzare bandiera bianca dopo circa un'ora dal decollo. E c'è chi ha dovuto dormire al terminal.
foto lettore 20 Minuten
Problemi a un motore, l'aereo Edelweiss fa dietrofront nei cieli della Sardegna
Il volo, diretto a Città del Capo, ha dovuto alzare bandiera bianca dopo circa un'ora dal decollo. E c'è chi ha dovuto dormire al terminal.

ZURIGO - Lunedì sera il volo Edelweiss WK84 da Zurigo per Città del Capo, dopo circa un'ora dal decollo ha fatto dietrofront ed è tornato indietro.

La virata, mostra Flightradar24, è avvenuta nei cieli sopra la Sardegna.

Il motivo della manovra riguarda un problema di ordine tecnico: «L'equipaggio della cabina di pilotaggio ha notato irregolarità nel motore e ha deciso di tornare a Zurigo in via precauzionale», ha confermato il portavoce di Edelweiss Andreas Meier. L'aereo è atterrato senza incidenti sulla pista dell'aeroporto di Zurigo, poco dopo le due del mattino.

Ad accogliere il velivolo, due camion dei pompieri e i soccorsi che lo hanno “intercettato” direttamente sulla pista: «Dal finestrino ho visto alcuni pompieri che controllavano la fusoliera in prossimità di uno dei carrelli d'atterraggio», racconta un lettore di 20 Minuten. Dopo i controlli di rito, l'aereo ha terminare la sua manovra d'avvicinamento all'aeroporto.

Come spiegato dal portavoce, i passeggeri non sono mai stati in pericolo: «L'aereo è atterrato sano e salvo all'aeroporto di Zurigo alle 2:15. I passeggeri verranno riprogrammati sul prossimo collegamento possibile. A bordo c'erano 276 passeggeri e undici membri dell'equipaggio. La loro salute non è mai stata in pericolo».

Per alcuni dei viaggiatori è però stata una lunga notte... sul pavimento del terminal: «Alcuni fra i passeggeri non hanno potuto rientrare nel Paese perché in quel momento la dogana all'aeroporto di Zurigo non è aperta. Per questo motivo hanno dovuto trascorrere la notte in aeroporto», ha spiegato Meier.

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