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SOLETTA
13.08.2021 - 00:020

La famiglia non può pagare la bolletta e deve mangiare al buio

Impiegato nell'edilizia, un uomo di Flüh vive da metà luglio con la moglie e i quattro figli senza corrente.

Il padre di famiglia è rimasto senza lavoro per mesi a causa della pandemia. Secondo la società di fornitura di energia, accade raramente che ci sia effettivamente un'interruzione di corrente.

SOLETTA - Da metà luglio, un cittadino di Flüh (SO) vive senza elettricità con la moglie e i quattro figli. Il padre di famiglia, l'unico a portare a casa uno stipendio, non ha pagato la bolletta da 848 franchi a causa di difficoltà finanziarie.

L'uomo lavora nell'edilizia e non ha potuto esercitare la sua professione fino allo scorso maggio, per colpa della pandemia. «Ho descritto più volte la mia situazione al fornitore di energia elettrica, ho chiesto pazienza», ha spiegato a 20 Minuten. Lo sfortunato è cresciuto in Polonia, ma vive in Svizzera da dieci anni. Sostiene di aver sempre pagato le bollette in tempo, fino ad ora.

«Volevo saldare il debito a fine luglio», racconta. Tuttavia, avendo ripreso a lavorare solo a tempo parziale, non è ancora stato in grado di farlo. «Ho nuovamente scritto al fornitore di energia all'inizio di agosto e ho chiesto un po' di pazienza». L'uomo lavora nell'edilizia e guadagna circa 4500 franchi al mese. «L'ultimo stipendio che ho ricevuto è servito per pagare due mesi di affitto e l'assicurazione sanitaria», racconta disperato.

Dopotutto, si dice fortunato a vivere in un appartamento affittato da un privato. Ma il padrone di casa non sa che non hanno l'elettricità. «Non voglio dirglielo. Ho paura che potremmo perdere anche la nostra casa. È molto dura», spiega. Farsi prestare dei soldi? Purtroppo non ha nessuno che possa aiutarlo.

Dal momento che probabilmente non riceverà il suo stipendio fino alla prossima settimana, lui e la sua famiglia dovranno resistere al buio per tutto questo tempo. «Abbiamo grigliato molto la scorsa settimana. Così abbiamo potuto mangiare qualcosa di caldo, nonostante tutto». In questi giorni la famiglia deve lavarsi con l'acqua fredda e fare il caffé usando il combustibile per fonduta.

Il suo più grande desiderio è che i figli possano iniziare il loro primo giorno di scuola, lunedì, in circostanze normali. «Voglio solo che possano andare a scuola puliti, con i vestiti lavati e mangiare qualcosa di caldo», aggiunge.

Secondo il distributore di energia, Primeo Energie, ci vuole molto prima che l'elettricità di un cliente venga spenta. «Ci sono solo un'ottantina di casi di questo tipo ogni 180.000 clienti l'anno», ha spiegato il portavoce Joachim Krebs a 20 Minuten. Evidentemente devono esserci stati diversi mancati pagamenti perché accadesse una cosa del genere. «Durante la crisi pandemica, abbiamo anche offerto il pagamento a rate come soluzione alternativa», prosegue Krebs.

Stando a 20 Minuten ci sono documenti che mostrano come l'azienda fornitrice di energia abbia cercato di venire incontro al'uomo. Se entro la fine del mese arriva almeno la metà del pagamento, la corrente verrà riattivata.

Moto di solidarietà - La storia della famiglia, pubblicata ieri da 20 Minuten, ha toccato il cuore di numerosi lettori. Il moto di solidarietà si è manifestato con un aiuto importante: grazie alle donazioni la bolletta può essere pagata e la corrente elettrica sarà riattivata entro mercoledì. «In questo momento sto piangendo. Grazie a tutti», è la reazione del padre di famiglia.

Oltre al sostegno economico per altre «piccole bollette non pagate», l'uomo, che lavora come interinale in cantiere, ha ricevuto anche offerte di lavoro con un reddito sicuro e regolare. «Forse questo significherà finalmente stabilità e un buon lavoro per me», conclude sopraffatto e grato.

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