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ARGOVIA
02.11.2020 - 13:580
Aggiornamento : 16:21

Delitto di Buchs: le vittime hanno dai 3 ai 13 anni

Una vicina di casa: «Ho sentito un botto, ma ho pensato che fosse solo caduto qualcosa».

I sospetti girano tutti attorno al padre dei bambini, il 37enne trovato a sua volta privo di vita.

AARAU - Tutti bambini. Rispettivamente di 3, 11 e 13 anni. Sono le vittime dell'omicidio verificatosi a Buchs, e consumatosi nelle ultime ore. Questi, i nuovi dettagli forniti dalla polizia argoviese, intervenuta in mattinata dopo aver ricevuto una segnalazione telefonica. 

Vengono inoltre confermati i sospetti verso il padre dei bambini, il 37enne trovato a sua volta cadavere nella villetta. Si presume che l'uomo abbia prima ucciso i figli, poi si sia tolto la vita. Resta oscuro, invece, il movente che avrebbe spinto l'uomo a un gesto simile.

Separato e attivo nel settore medico - Secondo una ricerca condotta da 20 Minuten, l'uomo è il 37enne RR*, lavorava nel campo della medicina nel canton Argovia.

Stando al vicinato, viveva da diverso tempo con i bambini, separato dalla moglie. I piccoli trascorrevano con la mamma, che vive in un paese vicino, il fine settimana. Sembra che il più piccolo fosse invece figlio di un'altra donna.

Dal Ministero pubblico di Lenzburg-Aarau, intanto, è partito l'ordine di avviare le indagini. La Polizia cantonale si è già preoccupata di proteggere le eventuali tracce lasciate sul luogo del delitto in attesa dell'arrivo della scientifica.

La villetta si trova in una tranquilla zona residenziale vicino alla stazione ferroviaria di Buchs, comune confinante con Aarau.

 

Testimonianze - Il vicinato, scosso, ha iniziato a raccontare quel poco che ha potuto notare nelle ultime ore. Una testimone riferisce di aver udito strani rumori già nella serata di ieri: «Ho sentito un botto - racconta a 20 Minuten -. Ma ho pensato che fosse solo qualcosa che era caduto ma terra. Anche perché non abbiamo mai sentito gridare».

«Ho udito le sirene delle auto della polizia questa mattina alle 6.00 - prosegue -. Pensavo andassero da qualche parte qui vicino, non avrei mai immaginato che riguardasse qualcosa di così vicino alla nostra casa».

La famiglia non aveva dato segni di problemi di alcun genere. «Abbiamo sempre visto il padre giocare in giardino con i figli. Aveva pure messo una piscina e spesso passava il tempo con i ragazzi. Insomma era il classico papà affettuoso - aggiunge la donna -. Quando vedi una famiglia che per tutti questi anni è sempre stata unita, quest'estate poi trascorreva molto tempo in giardino insieme ad amici, non vai a pensare che possa succedere qualcosa di simile».

«Andavamo d'accordo» - Un dodicenne del quartiere non nasconde il proprio stupore per l'accaduto. Era infatti amico del ragazzino più grande. «Andavamo d'accordo», racconta. «Era felice e allegro. parlavamo di videogiochi. Non mi ha mai raccontato di problemi in famiglia».

 

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