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ZURIGO
24.09.2020 - 20:270

Condannato per l'omicidio della moglie, in seconda istanza il tribunale lo assolve

La donna uccisa nel 2009 a colpi di pistola aveva una relazione extraconiugale, per il giudice però mancano le prove

ZURIGO - Il Tribunale cantonale di Zurigo ha ribaltato la sentenza della prima istanza ed ha assolto oggi un 64enne originario del Bangladesh dall'accusa di avere ucciso nel 2009 la moglie, una 41enne madre dei sui due figli.

Anche se l'uomo ha avuto «con tutta probabilità» qualcosa a che fare con la morte della donna, mancano prove sufficienti per stabilire la sua colpevolezza, ha detto il presidente della corte presentando la sentenza. Sentenza che non è ancora definitiva: la procuratrice che ha sostenuto l'accusa ha dichiarato di voler attendere la motivazione scritta prima di decidere su un eventuale ricorso al Tribunale federale.

Secondo l'accusa - e secondo il Tribunale distrettuale, che due anni fa aveva condannato l'uomo a 14 anni per assassinio - l'imputato avrebbe ucciso la donna, spinto dalla gelosia e dal rancore. L'uomo non avrebbe sopportato che la donna, anche lei bengalese, avesse avuto una relazione amorosa con uno svizzero.

La vittima, madre di due bambini che all'epoca avevano 12 e 5 anni, era stata colpita da cinque colpi d'arma da fuoco verso le 5.30 del 19 ottobre 2009, davanti alla sua abitazione nel quartiere di Oerlikon, dopo che era uscita di casa per recarsi al lavoro in un negozio di scarpe all'aeroporto di Zurigo.

Un vicino aveva allarmato la polizia, dopo aver visto un uomo che scappava. Gli agenti sono arrivati sul posto nel giro di pochi minuti ed hanno trovato il coniuge e i due figli all'interno dell'appartamento.

La donna era ancora in vita all'arrivo dei soccorsi, ma è deceduta sul posto a causa delle gravi ferite. I colpi sparati da distanza ravvicinata l'avevano raggiunta al capo, alle mani e a una coscia.

Si è trattato di un processo indiziario: il Tribunale distrettuale aveva basato in particolare la sua sentenza di colpevolezza sul fatto che l'uomo, dopo i fatti, non si fosse mai preoccupato di sapere chi avesse ucciso la moglie. Per il tribunale d'appello, ciò non basta però per provare la sua colpevolezza.

Due fattori decisivi per il proscioglimento sono stati, in primo luogo, la constatazione che l'arma del delitto non è mai stata trovata e, in secondo luogo, che non sono stati trovati residui di polvere da sparo sulle mani e sui vestiti dell'imputato.

Per il Tribunale cantonale, diversi indizi farebbero pensare piuttosto a un omicidio commesso da terzi - eventualmente eseguito su commissione. L'uomo tuttavia non aveva i mezzi finanziari necessari. E probabilmente si sarebbe procurato un buon alibi e non si sarebbe messo a letto, dov'è stato trovato dopo il delitto.

Nemmeno l'amante della vittima e sua moglie avevano un alibi, ma gli inquirenti li hanno subito esclusi dalla lista dei sospettati. Il 64enne ha già passato a due riprese un totale di 14 mesi in detenzione preventiva. Per questo periodo il tribunale gli ha riconosciuto un risarcimento di 800'000 franchi.

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