20minutes
VAUD
02.07.2020 - 19:000
Aggiornamento : 20:00

Coronavirus, a Losanna è folla nei locali: «Situazioni inaccettabili»

Di sera, alcuni bar di Losanna e Romandia si trasformano in discoteca ignorando completamente le direttive Covid-19

Il medico cantonale: «Prendiamo questo tipo di situazioni molto sul serio»

LOSANNA - Con l'autorizzazione a riaprire i locali pubblici, le autorità hanno predisposto piani di protezione per prevenire la diffusione del Coronavirus.

È autorizzato l'ingresso di un numero massimo di clienti e le distanze non devono essere inferiori a 1,50 metri tra l'uno e l'altro. Se queste regole non vengono rispettate, i nomi e numeri di telefono degli avventori devono essere annotati per poterli rintracciare in caso venga rilevato un positivo al virus tra i presenti. Come è successo a Zurigo il 21 giugno.

Di sera, alcuni bar della città romanda si trasformano in discoteca fino alle 2 di notte, specie il venerdì e sabato. Musica di sottofondo, clienti in piedi, estrema promiscuità, nessun controllo all'ingresso. Inoltre, nessuno indossa maschere protettive.

Interpellato da 20 Minutes, il gestore di uno di questi luoghi cerca di giustificarsi: «Facciamo del nostro meglio per rispettare le leggi, ma anche per sopravvivere dopo la chiusura di questa primavera».

Un discorso che irrita alcuni concorrenti che, invece, rispettano gli standard sanitari. Il timore di questi ultimi è che scoppi il focolaio e che ciò vada poi a penalizzare l'intero ramo.

«Queste situazioni sono inaccettabili», afferma Gilles Meystre, presidente di GastroVaud. «Il piano di protezione deve essere rispettato. E chiedo sanzioni contro le pecore nere».

Interviene la polizia - Denis Pittet, portavoce del Dipartimento dell'Economia a cui è collegata la polizia vodese, ha visto alcuni video girati nei bar di Losanna: «Conosciamo la situazione. Siamo consapevoli dei rischi annessi e deploriamo questo comportamento».

Pittet rifiuta di stigmatizzare una città piuttosto che un'altra, ma ricorda che Losanna ha la sua polizia, che deve far applicare le direttive sul campo.

«Prendiamo questo tipo di situazioni molto sul serio» - Garantire la vita notturna ma senza dimenticare la sicurezza è questo l'obiettivo dichiarato delle autorità svizzere e vodesi: «Si tratta di situazioni da prendere estremamente sul serio», commenta il Medico cantonale di Vaud Karim Boubaker, «per quanto riguarda la tracciabilità bisogna fare di più e meglio, con la collaborazione delle associazioni di categoria».

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