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SVIZZERA

Il batterio killer che fa paura agli ospedali svizzeri

Si chiama Acinetobacter baumannii e ha portato alla morte un ferito di Crans-Montana che si trovava ricoverato all'Ospedale di Zurigo.
20minuren/Vanessa Lam
Fonte NZZ
Il batterio killer che fa paura agli ospedali svizzeri
Si chiama Acinetobacter baumannii e ha portato alla morte un ferito di Crans-Montana che si trovava ricoverato all'Ospedale di Zurigo.

ZURIGO - Si chiama Acinetobacter baumannii e per l'Ospedale di Zurigo è diventato un vero e proprio incubo. Negli ultimi anni il batterio ha infatti colpito numerosi pazienti ricoverati nel reparto grandi ustionati e questo mese ha ucciso uno dei feriti di Crans-Montana, un giovane svizzero di soli 18 anni.

I precedenti - Un primo focolaio di Acinetobacter era scoppiato all'interno del reparto nel 2022 ed era finito sotto la lente di una squadra medica investigativa, riporta la NZZ. Quest'ultima ha rilevato che sull'arco di solo tre mesi e mezzo il patogeno aveva infettato 8 pazienti su 27 nel centro grandi ustionati. Il reparto è stato chiuso per due volte alla maggior parte dei nuovi ricoveri, tutto venne disinfettato e il personale fu richiamato alla massima igiene.

Alla fine, però, ogni sforzo si rivelò vano e il batterio rimase in circolazione, portando alla morte due pazienti e mettendone altri due in pericolo di vita. E anche a cavallo degli anni 2023-2024-2025 nel reparto ci furono ulteriori trasmissioni.

Oggi, l'abbiamo visto, l'Acinetobacter è tornato e ha preso di mira due grandi ustionati rimasti coinvolti nella tragedia di Crans-Montana. A rendere particolarmente insidioso questo patogeno è il fatto che rispetto ad altri batteri pericolosi resiste alla maggior parte degli antibiotici.

Pazienti estremamente vulnerabili - I pazienti ustionati sono le vittime ideali per questo batterio, ha spiegato al quotidiano zurighese Christoph Berger, responsabile di infettivologia e igiene ospedaliera al Kinderspital di Zurigo. «Sono estremamente indeboliti e offrono al patogeno molte vie d’ingresso nel corpo, come tubi per la ventilazione o infusioni. Inoltre le ferite calde e umide sono un ambiente perfetto per la sua proliferazione».

Richiesta un'igiene maniacale - Ma da dove arriva questo Acinetobacter baumannii?, viene da chiedersi. E la risposta, purtroppo, è una sola: dal personale. «Se le misure igieniche vengono rispettate rigorosamente, non ci sono trasmissioni», affermano gli esperti. Ciò significa stanze singole, assistenza uno a uno, niente anelli, orologi o maniche lunghe a contatto con i pazienti e un'accurata disinfezione delle mani prima e dopo ogni contatto.

«Ogni centro ustionati nel mondo prima o poi avrà a che fare con l’Acinetobacter», sottolineano comunque gli esperti. Questa volta, a Zurigo, probabilmente qualcuno non ha fatto abbastanza attenzione.

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