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BERNASornetan, il paese con più rifugiati che abitanti

23.10.23 - 21:04
Da dieci mesi, questo villaggio di 90 anime ospita un centro che accoglie circa 120 richiedenti asilo.
Raphael Moser / Tamedia AG
Fonte 20 minutes
Sornetan, il paese con più rifugiati che abitanti
Da dieci mesi, questo villaggio di 90 anime ospita un centro che accoglie circa 120 richiedenti asilo.

SORNETAN (BE) - Sornetan è un villaggio remoto, di sole 90 anime, senza un solo negozio e con pochissimi mezzi di trasporto pubblico. Si trova nel Giura bernese ed è uno dei quattro paesini che nel 2015 si sono fusi per formare il comune di Petit-Val. Qui, a dicembre del 2022, sono arrivati un centinaio di richiedenti asilo. Inizialmente si prevedeva una convivenza difficile, come già era successo a Boudry (NE) per esempio. A dieci mesi di distanza, invece, a presidiare il centro gestito dalla Croce Rossa, non ci sono né polizia né Securitas, perché non ce n'è bisogno. 

L'accoglienza della gente del posto

Tra i richiedenti asilo, a raccontarsi a 20 minutes, Fatu, un'assistente di farmacia gambiana. «Nei miei quattordici mesi in Svizzera, sono stata nei centri di Vallorbe (VD), Boudry, la Poya (FR) e Sornetan. Qui è impressionante l'ospitalità della gente del posto. Sabato scorso, per esempio, uno degli abitanti del villaggio ha invitato diversi richiedenti asilo alla festa per il suo 60° compleanno». Fatu è una attivista trentenne, molto presente sui social, detenuta brevemente senza processo per due volte nel suo Paese.

Un giovane curdo le fa eco: «Gli abitanti del villaggio sono gentili, ma le giornate sono lunghe». Aimable, 24enne specialista in informatica e membro attivo di un partito di opposizione burundese, concorda: «Qui è un po' monotono, ma sono al sicuro». Dopo essere stato imprigionato nel suo Paese per motivi politici, l'anno scorso è andato in esilio. La sua odissea lo ha portato dalla Serbia alla Svizzera, passando per Bosnia, Croazia, Slovenia e Italia. «Non tutto è roseo - aggiunge un altro burundese - ma non posso permettermi di criticare un Paese che mi ha offerto sicurezza».

Integrazione, la parola chiave

A confermare l'atmosfera pacifica un abitante: «A essere sincero, all'inizio ero riluttante. Ma devo ammettere che l'atmosfera nel villaggio non è peggiorata. Al contrario», ammette.
A Sornetan, a contribuire all'integrazione dei richiedenti asilo, il grande lavoro del sindaco Willy Pasche ma anche della Croce Rossa, della chiesa e dei volontari. Grazie a loro, possono partecipare a diverse attività, tra cui corsi di lingua, palestra, calcio, pallavolo, giardinaggio. Tra questi, lavori socialmente utili: per esempio con l'aiuto di un falegname, i rifugiati hanno realizzato diciannove panchine pubbliche in legno senza l'ausilio di macchinari. Nella comunità si è poi formato un coro dal nome evocativo, Petit-Val Grand Coeur, formato da persone del posto e da richiedenti asilo. «Quest'estate il coro ha riempito la chiesa. Non succedeva da tempo», dice sorridendo un abitante del villaggio. Il sindaco, da parte sua, sa tuttavia che «l'equilibrio è davvero precario» e che basta poco per romperlo.

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