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QATAR 2022Il Qatar spia i cellulari con la tecnologia... svizzera?

21.11.22 - 08:31
Nel 2014 c'è stato un contatto tra Doha e un'azienda appenzellese di tecnologie di sorveglianza
IMAGO/Xinhua
A quanto pare, i tifosi devono aspettarsi che i loro telefoni cellulari vengano monitorati in Qatar.
A quanto pare, i tifosi devono aspettarsi che i loro telefoni cellulari vengano monitorati in Qatar.
Il Qatar spia i cellulari con la tecnologia... svizzera?
Nel 2014 c'è stato un contatto tra Doha e un'azienda appenzellese di tecnologie di sorveglianza

GAIS/DOHA - «Se vi recate in Qatar per i Mondiali non portate il vostro cellulare, o se proprio vi serve usate un vecchio dispositivo».

È quanto contiene una mail inviata recentemente dall'Amministrazione della Confederazione ai propri dipendenti, ed è anche l'appello lanciato sabato al Blick dal responsabile federale della protezione dei dati Adrian Lobsiger.

Insomma, il fatto che il Qatar possa aver intenzione di controllare i tifosi e i turisti tramite i loro telefonini (o di vedere i loro dati personali) sembra allarmare persino la Confederazione. Perché Berna è così convinta? Forse perché il Qatar, le sue tecnologie per spiare i telefoni, le avrebbe cercate proprio in Svizzera.

Da Doha a... Gais
È quanto emerge da una ricerca pubblicata dal Sonntagsblick, secondo cui il Qatar ha cercato dei dispositivi con tecnologia di sorveglianza da un'azienda sul nostro territorio. Si tratterebbe della Boger Electronic di Gais (Appenzello Esterno), entrata in contatto nel 2014 con l'esercito dell'Emirato.

Stando al domenicale, i rappresentanti delle forze armate qatariote erano interessati all'IMSI catcher, ovvero un dispositivo in grado di localizzare, intercettare e ascoltare i telefoni cellulari.

L'azienda produttrice ha quindi presentato alla Confederazione una domanda di esportazione di questi dispositivi. La Segreteria di Stato per l'economia (Seco) ha approvato la domanda nel novembre 2014. In questo periodo, né il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) né il Servizio delle attività informative della Confederazione (FIS) avevano sollevato obiezioni alla consegna, prevista in cambio di sei milioni di franchi.

«L'accordo non si è concretizzato»
Richard Boger, l'amministratore delegato della Boger Electronic, ha ammesso l'interesse del Qatar per i captatori IMSI, ma ha aggiunto che i dispositivi, in realtà, non sono mai stati consegnati.

Secondo Boger, il governo federale ha infatti impiegato troppo tempo per esaminare la richiesta di licenza. Nel frattempo, il Qatar si era «probabilmente procurato la tecnologia in un altro Paese». Non è stato possibile verificare se ciò sia vero: nemmeno la Seco è in grado di dire se l'attrezzatura fosse arrivata o meno in Qatar.

In ogni caso, la Coppa del Mondo di calcio è iniziata ieri in Qatar, e chiunque si stia recando nel piccolo Paese del Golfo è avvisato.

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