AFP
SVIZZERA / THAILANDIA
02.08.2021 - 21:150
Aggiornamento : 23:34

Niente dosi elvetiche per la “quinta Svizzera” (per ora)

La Confederazione ha le mani legate: i contratti prevedono l'impiego delle dosi entro i confini nazionali

Per il ministro degli esteri Cassis il capitolo comunque non è ancora chiuso: il Governo federale intende infatti rivalutare la situazione

BERNA / BANGKOK - In Svizzera la corsa al vaccino si sta fermando, nonostante le molte dosi ancora disponibili. All'estero si contano invece numerosi cittadini elvetici (la cosiddetta “quinta Svizzera”) che vorrebbero farsi vaccinare, ma che non ne hanno la possibilità. Un problema, questo, che riguarda all'incirca il 10% degli 800'000 svizzeri residenti all'estero. Anche in Thailandia, dove attualmente il consigliere federale Ignazio Cassis si trova in visita di Stato.

Una visita in cui il ministro degli esteri elvetico non manca di affrontare la questione. Ma c'è poco da fare, come afferma anche in un'intervista rilasciata al Blick: «Le dosi di vaccino ordinate servono in via prioritaria alla protezione dei cittadini entro i confini nazionali». E in Svizzera non è ancora stata raggiunta la soglia che garantisce la sicurezza sanitaria dei cittadini.

Eppure, come detto, nel nostro paese la domanda è calata. Ma questo non significa che la Confederazione possa spedire le proprie dosi in altri paesi del mondo. È una questione di contratto, come spiega ancora il consigliere federale, che vincola le autorità elvetiche a somministrare i vaccini nel proprio paese. Tale disposizione mira a prevenire un mercato nero globale.

Per Cassis - lo scrive ancora il quotidiano d'oltre San Gottardo - la questione della vaccinazione per gli svizzeri residenti all'estero non è comunque ancora un capitolo chiuso. Il Governo federale intende infatti rivalutare la situazione e capire se sia in caso possibile rivedere i contratti stipulati con i fornitori. Ma al momento non è possibile prevedere una tempistica.

L'aiuto all'estero - Il ministro degli esteri risponde inoltre alle accuse dell'Organizzazione mondiale della sanità, secondo cui la Svizzera non starebbe facendo abbastanza per aiutare i paesi del terzo mondo nella questione vaccinale. Cassis ricorda infatti che sinora la Confederazione ha fornito aiuti umanitari contro il Covid-19 per 700 milioni di franchi e ha anche donato quattro milioni di dosi Astrazeneca al programma internazionale Covax, che ha come obiettivo l'accesso equo ai vaccini.

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