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SVIZZERAAssassinarono la moglie/mamma, condanne confermate

15.02.21 - 12:54
Il dramma familiare di Saint-Légier risale al 2016. Il Tribunale federale ha respinto i ricorsi
Keystone - foto d'archivio
Fonte ats
Assassinarono la moglie/mamma, condanne confermate
Il dramma familiare di Saint-Légier risale al 2016. Il Tribunale federale ha respinto i ricorsi

LOSANNA - Il Tribunale federale (TF) ha confermato le pene detentive per gli autori dell'assassinio di una 70enne di St Légier (VD), uccisa dal marito e dalla figlia nel 2016. Il TF ha così respinto in linea generale i loro ricorsi, pronunciando unicamente l'annullamento delle indennità per torto morale accordato a tre sorelle della vittima.

Il fatto risale alla notte tra l'11 e il 12 dicembre 2016, quando il marito della donna, allora 79enne, e la figlia di 39 anni avevano colpito a morte, nella casa in cui viveva la coppia a Saint Légier, la pensionata con una chiave per smontare ruote di auto durante un litigio.

Padre e figlia hanno poi messo la donna prima in un sacco per i rifiuti del giardino e infine in un serbatoio per l'acqua, dove è morta. Hanno poi aspettato la sera del 16 dicembre per gettare il contenitore in un dirupo boscoso e isolato, probabilmente individuato su internet, nella zona dei Monts-de-Corsier (VD), situati tra Vevey e Châtel-St-Denis (FR).

Il giorno seguente, padre e figlia hanno inscenato il suicidio della settantenne, scrivendo una lettera d'addio e abbandonando la sua automobile a Chessel (VD), località sulle rive del Rodano situata al confine con il canton Vallese, poco prima dello sbocco del fiume nel lago Lemano. La sera stessa ne hanno annunciato la scomparsa alla gendarmeria di Rennaz (VD), a pochi chilometri da Chessel. La vettura è stata localizzata tre giorni più tardi, ma della vittima nessuna traccia. Il suo cadavere è stato trovato in stato di decomposizione avanzata cinque mesi più tardi, nell'aprile 2017, da un escursionista.

In una sentenza pubblicata oggi il TF ha respinto i ricorsi presentati dal padre e dalla figlia contro la loro condanna penale. Ha annullato solo i risarcimenti per torto morale accordati dalla giustizia vodese a tre sorelle della vittima: le beneficiarie non avevano una relazione sufficientemente stretta con la defunta per avere diritto a tale indennità.

Per il resto, la Corte di diritto penale ha confermato le pene di 18 e 20 anni di reclusione inflitte rispettivamente al padre e alla figlia. Entrambi erano stati riconosciuti colpevoli di assassinio e di violazione della pace dei morti sia dal Tribunale criminale dell'est vodese che dal Tribunale cantonale.

I giudici di Mon Repos hanno respinto le denunce di violazione del principio accusatorio e del diritto di essere ascoltati come anche di arbitrarietà sollevate dai ricorrenti, che hanno anche contestato la condanna.

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