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SVIZZERA
06.02.2021 - 15:500
Aggiornamento : 18:35

Un bonus per i dipendenti Nestlé che si fanno testare

È quanto avviene nello stabilimento situato nella località svittese di Wangen

Ma l'azienda fa sapere che la gratifica va versata mensilmente a tutti i collaboratori: la procedura adottata è «contraria alle nostre direttive»

Fonte 20 Minuten / Fabian Pöschl
elaborata da Patrick Stopper
Giornalista

WANGEN - Se il coronavirus entra in un'azienda, le assenze possono mettere a rischio l'intera produzione. Ecco quindi che anche i datori di lavoro insistono sull'importanza di farsi testare. Questo vale per esempio per Nestlé, che con una lettera invita i propri dipendenti a sottoporsi regolarmente a test-Covid.

Ma nello stabilimento di Wangen, nel Canton Svitto, è venuta a crearsi una situazione particolare, come scrive oggi 20 Minuten. I collaboratori dell'azienda si sentono infatti costretti a farsi testare. Nello scritto a loro indirizzato viene infatti chiaramente detto che è necessario ricorrere a tale misura almeno una volta al mese per ottenere il premio coronavirus.

Si tratta di un importo di 330 franchi al mese che l'azienda versa ai suoi dipendenti a causa del contesto difficile in cui si sta attualmente lavorando. E il fatto di non ricevere il bonus se non si effettua regolarmente il test-Covid viene percepito come un ricatto. «Se non fai il test non ricevi i soldi» afferma un lettore di 20 Minuten.

L'azienda corregge il tiro - Nestlé conferma: dalla fine dello scorso novembre i dipendenti ricevono mensilmente un bonus coronavirus di 330 franchi, voluto per premiare la loro flessibilità e il loro spirito d'adattamento richiesto durante il periodo della pandemia.

Ma tale bonus, sostiene ancora l'azienda, non è in alcun modo legato ai test. Per questo motivo sono stati presi dei provvedimenti per sistemare la situazione che è venuta a crearsi nello stabilimento di Wangen. Non è però chiaro se anche altrove venga negato il premio coronavirus a quei dipendenti che non si fanno testare. In ogni caso, Nestlé sottolinea che la procedura adottata a Wangen va «contro le nostre direttive».

 

Da un punto di vista legale, come afferma l'avvocato Konrad Moor interpellato da 20 Minuten, non ci sarebbe nulla di sbagliato in un bonus per i dipendenti che si sottopongono al test. Ma il collaboratore non può essere obbligato a farlo.

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