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SVIZZERA
25.01.2021 - 18:540
Aggiornamento : 20:11

Investita e annegata, «ma ha fatto tutto da sola»

Un 50enne informatico è accusato di avere ucciso la ex moglie. Ma respinge ogni accusa

L'uomo avrebbe inscenato un suicidio e un incidente, a distanza di anni, per camuffare i propri piani. E l'avrebbe fatta franca, non fosse per i sospetti di una compagnia di assicurazioni. La perizia: «Narcisista e manipolatore»

Fonte 20 Minuten/ Stefan Hohler
elaborata da Davide Illarietti
Giornalista

ZURIGO - Una personalità «narcisista, dissociale e manipolatrice». Così la perizia psichiatrica ritrae l'informatico 50enne di Meinen (Zh) che oggi è comparso davanti ai giudici con l'accusa di omicidio. L'uomo - secondo la Procura - avrebbe cercato per ben due volte di uccidere la ex moglie, riuscendoci al secondo tentativo. 

L'imputato si è dichiarato estraneo alle accuse. Ma a suo carico pesano indizi pesanti. Un primo tentato omicidio risalirebbe al 2012, durante una vacanza a Maiorca. L'uomo avrebbe investito in auto la moglie, davanti alla casa dove la coppia risiedeva: credendola morta, avrebbe inscenato un suicidio e chiamato i soccorsi con due ore di ritardo. La donna però sopravvisse, e i due divorziarono l'anno dopo. 

Nessuna denuncia, nessun'indagine fino al 2014: quando la donna viene trovata morta nel suo appartamento, affogata nella vasca da bagno. Il fatto viene archiviato come incidente dalle autorità: è la compagnia di assicurazioni Zurich a riaprire il caso, insospettita dalla richiesta di riscatto di una polizza vita (500mila franchi) da parte dell'ex marito.

Gli inquirenti hanno scavato nel passato recente della coppia, in collaborazione con la polizia spagnola, e raccolto nuovi indizi. Il 50enne avrebbe ustionato la vittima con dell'acqua calda, poi l'avrebbe portata in bagno ed affogata nel lavandino o nella vasca (riempita d'acqua per far credere che vi fosse caduta accidentalmente).  

Davanti ai giudici il 50enne ha parlato di un «buon rapporto con la moglie» anche se «la relazione è andata in crisi dopo la nascita del figlio». Dei fatti accaduti in Spagna si è rifiutato di parlare: per la difesa, non sono di competenza delle autorità svizzere. Al silenzio dell'imputato il giudice ha rimediato leggendo degli estratti di un libro, che il 50enne ha iniziato a scrivere sulla propria vita. Titolo: "Andata e ritorno all'Inferno".

Nelle bozze, fornite ai magistrati, l'uomo afferma che la donna - affetta da disturbi psichiatrici - avrebbe avuto una crisi psicotica durante il soggiorno in Spagna. «Aveva minacciato di uccidere nostro figlio» scrive. Il 50enne l'avrebbe chiusa in bagno, allontanandosi con il bambino, per poi chiamare i soccorsi. Al ritorno «mi dissero che si era buttata dalla finestra».  

Una versione che non convince la Procura. Secondo il Ministero pubblico, sarebbe stato proprio lui ad aprire la finestra del bagno, per far pensare a un suicidio. In realtà, avrebbe investito la donna in auto in precedenza. La moglie, sopravvissuta per miracolo e gravemente menomata dalle ferite riportate, aveva poi rimosso l'accaduto a seguito di un'amnesia. Il dibattimento riprenderà domani pomeriggio.

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