Keystone
GINEVRA
13.11.2020 - 08:090

Fatta scendere dall'ambulanza per prelevare i soldi

La donna, che stava per essere trasferita da un ospedale francese ad uno ginevrino, ha dovuto pagare subito in contanti

Affetta dal coronavirus, la paziente è stata accompagnata ad un bancomat prima di proseguire la corsa.

GINEVRA - Una storia che ha dell'incredibile quella capitata in una notte di ottobre ad una cittadina svizzera durante un trasferimento dall'ospedale di Saint-Julien-en-Genevois, in Francia, all'HUG di Ginevra. «Quando sono salita sull'ambulanza, mi hanno subito detto che bisognava pagare immediatamente. Non me l'aspettavo». Erano circa le tre di notte quando «l'ambulanza si è fermata davanti ad un bancomat» racconta Léa* a 20 minutes. «Mi hanno fatta scendere sotto la pioggia, in jeans e maglietta, per prelevare i 250 euro necessari al pagamento dell'ambulanza». 

Dato che la giovane era risultata positiva al coronavirus, prima di procedere al prelievo le sono stati forniti una mascherina e un guanto. «Stavo male, ero impaurita, avevo appena avuto una grande crisi d'asma. Sul momento ero talmente scioccata che non ho reagito». 

Una pratica "normale" in Francia - Far pagare i pazienti al momento del trasporto piuttosto che inviare una fattura sembra una pratica alquanto insolita, vista dal punto di vista svizzero. Ma non in Francia, come conferma Alexandre Vergnaud, presidente dell'associazione delle ambulanze francesi: «Quando vengono trasportati pazienti non residenti, non abbiamo nessuna garanzia che la fattura verrà pagata una volta rientrati nel paese di residenza. Il pagamento diretto è quindi una pratica frequente in questi casi, ed è autorizzata dalla legge». Ma non sono solo i residenti stranieri a subire questo tipo di trattamento: a dipendenza della copertura assicurativa, anche i cittadini francesi possono essere chiamati ad un pagamento immediato. Questo non vale per gli interventi d'urgenza sulla via pubblica, dato che se ne occupano direttamente i servizi dello Stato.
Non conoscendo i metodi specifici utilizzati quella notte, Vergnaud non ha voluto esprimersi sul caso specifico. 

Sollecitata più volte, la società di ambulanze che è intervenuta per trasportare Léa non ha voluto pronunciarsi sul caso. 

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