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30.10.2018 - 01:010

Siamo il Paese con più specie in pericolo di estinzione

Gli svizzeri hanno una cosiddetta impronta ecologica di tre pianeti: consumano beni e servizi equivalenti alla capacità rigenerativa di tre Terre

GLAND (VD) - La Svizzera è il Paese al mondo con la più alta percentuale di specie in pericolo di estinzione: lo dice l'edizione 2018 del Living Planet Report, edito dal WWF e pubblicato oggi. L'analisi denuncia anche il forte impatto ambientale dei confederati al di fuori dei confini nazionali.

Il rapporto, redatto da esperti, viene pubblicato ogni due anni. Comprende in particolare il Living Planet Index (LPI, indice del pianeta vivente) che vuole essere una misura dello stato della biodiversità globale. Per stabilire l'LPI sono state osservate 16'704 popolazioni di 4005 specie di vertebrati (mammiferi, uccelli, pesci, rettili e anfibi) in tutto il mondo. L'LPI planetario mostra un calo complessivo delle popolazioni di vertebrati pari al 60% tra il 1970 e il 2014.

«Purtroppo, la Svizzera non può ergersi a modello in termini di conservazione della natura e della biodiversità, anzi: rientra addirittura fra i Paesi che contribuiscono maggiormente al loro declino», si legge nell'edizione elvetica del Report. «Nessun altro Paese al mondo ha una percentuale così alta di specie in pericolo di estinzione».

La biodiversità e la qualità degli habitat soffrono anche nelle aree protette, dove un fattore di degrado è rappresentato dall'immissione eccessiva di sostanze come azoto, fosforo e pesticidi, che non si arrestano ai limiti delle riserve.

Secondo il WWF, una seconda rilevante causa del peggioramento delle condizioni ambientali riguarda la gestione dell'acqua: le oltre 1400 centrali idroelettriche, gli impianti di captazione e le cementificazioni di varia natura fanno sì che solo il 5% delle acque svizzere siano ancora in un ambiente intatto.

L'organizzazione ambientalista punta il dito anche contro l'agricoltura. Sul bilancio ecologico del settore primario pesano ad esempio i pesticidi. Il rapporto fa suoi i dati pubblicati dall'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura (FAO) secondo cui in Svizzera viene utilizzata una percentuale di pesticidi dal 35% al 100% superiore rispetto a Germania, Francia e Austria. Ma i contadini hanno un impatto negativo tra l'altro anche per le emissioni dirette e indirette di azoto e fosforo e per una zootecnia «ben oltre i livelli di compatibilità ambientale».

Responsabili per la pessima salute della natura in Svizzera sono anche le autorità, in ritardo sugli obiettivi di conservazione e amministrazione efficace di territori di particolare rilevanza per la biodiversità sanciti nella relativa convenzione internazionale del 1993 (Convenzione sulla diversità biologica, CBD). Particolarmente lacunosi sono i corridoi tra gli ambienti naturali percorribili dalla fauna.

Secondo il Report, che riprende le conclusioni di un recentissimo documento internazionale redatto tra gli altri dall'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE), la Confederazione ottiene pessimi voti anche in ambito di sviluppo sostenibile.

Il WWF segnala anche l'effetto nefasto del cambiamento climatico sulla biodiversità e deplora gli obiettivi poco ambiziosi della legge sul CO2.

Ma dei danni all'ambiente è responsabile ciascun individuo, sottolinea il documento. Gli svizzeri hanno una cosiddetta impronta ecologica di tre pianeti. Ciò significa che consumano beni e servizi equivalenti alla capacità rigenerativa di tre Terre. Nella Confederazione vengono infatti importate numerose risorse. Il loro sfruttamento conduce a una sensibile riduzione della biodiversità anche fuori dai confini nazionali.

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