Cerca e trova immobili
Fabio Bianda: «Il meteo non è mai stato un problema quando giocava l'Ambrì»

PAROLA AL TIFOSOFabio Bianda: «Il meteo non è mai stato un problema quando giocava l'Ambrì»

01.12.23 - 10:00
Una passione sfrenata per l'Ambrì nata molto presto e poi tramandata a figli e nipoti: «Ora tutti alla Gottardo Arena»
Tio, Davide Giordano
Fabio Bianda: «Il meteo non è mai stato un problema quando giocava l'Ambrì»
Una passione sfrenata per l'Ambrì nata molto presto e poi tramandata a figli e nipoti: «Ora tutti alla Gottardo Arena»
Fabio Bianda e la sua azienda hanno ideato i coltellini con il legno della Valascia.
SPORT: Risultati e classifiche

LOCARNO - Giocatori, allenatore e dirigenti contano tantissimo, ma la vera ricchezza di un club sono i tifosi. Come Fabio Bianda della Coltelleria Bianda di Locarno, conosciuto anche per aver realizzato il coltellino HCAP con il legno della Valascia.

«Il mio primo ricordo dell’Ambrì risale agli inizi degli anni '60, quando fu inaugurata la pista artificiale della Siberia di Ascona. In quell'occasione fu organizzata la sfida amichevole Ambrì-Davos. Avevo l’età di dodici anni e, accompagnato da mio papà, ho assistito per la prima volta a una partita di hockey. Mi ricordo un freddo terribile in quanto a quei tempi i “piumini” termici non facevano ancora parte dell’abbigliamento invernale. Mi ricordo anche che in quella serata, l’Ambrì perse l’incontro… Fu però questo il momento in cui nacque la mia passione per i biancoblù che persiste tuttora. Da adulto ho poi frequentato spesso la Valascia, anche prima che questa venisse munita della copertura. Col passare del tempo la passione ha poi contagiato i miei figli e nipoti per cui anche oggi, molto spesso, le tre generazioni si trovano affiancate a tifare biancoblù alla Gottardo Arena».

Qual è la cosa più pazza che hai fatto o saresti disposto a fare per l'Ambrì?
«Non mi sembra che la mia passione mi abbia portato a fare vere e proprie pazzie. Ricordo comunque con un po’ di nostalgia le freddissime serate trascorse alla Valascia quando questa non era ancora coperta. Si partiva da Locarno dopo il lavoro, con qualsiasi tempo, senza preoccuparci delle condizioni meteo e si assisteva alla partita imperterriti, rigorosamente in piedi, riscaldati soltanto dalla tifoseria già molto colorita anche allora. Una pazzia questa? Forse no, ma oggi difficilmente riuscirei a ripetere certe serate».

Tio, Davide GiordanoIl coltellino realizzato con il legno della Valascia.

C'è un giocatore che ruberesti - o se del passato avresti rubato - ai cugini?
«Ce ne sarebbero parecchi ma tra quelli del passato potrei pensare a Petteri Nummelin, che ammiravo quale atleta eclettico, polivalente ed eccellente realizzatore…».

Come valuti il momento attuale?
«Il momento attuale ricalca le ultime stagioni: parecchie buone partite con risultati soddisfacenti, alternate ad altre con esiti meno fortunati che ritengo imputabili a infortuni o indisponibilità di elementi importanti. Comunque con la qualità della rosa di giocatori a disposizione penso si possa confidare in un dignitoso proseguimento della stagione».

Cosa pensi della società?
«Stimo molto coraggio, passione e concretezza che animano questa società. Pur disponendo di mezzi finanziari certamente limitati rispetto a parecchie altre compagini, l’Ambrì sa annoverare buoni elementi tra le sue fila e riesce comunque non solo a concludere campionati in posizione di tutto rispetto, ma anche a conquistare un trofeo molto ambìto quale la Coppa Spengler».

Cosa pensi dell’allenatore?
«Premetto che non conosco personalmente Luca Cereda. Tramite una recente lunga intervista in televisione, ho però conosciuto la storia del suo percorso di vita che mi ha vivamente e positivamente impressionato. Penso che esperienze vissute, intelligenza, umanità e non da ultimo un grande amore per l’Ambrì siano qualità essenziali per poter continuare con successo a guidare questa squadra».

Vuoi metterci la faccia? Vuoi dare il tuo parere sulla tua squadra del cuore? Contattaci su sport@tio.ch

NOTIZIE PIÙ LETTE