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I RACCONTI DELLA F1

Byd-alpine, la Cina accelera verso la Formula 1: dietro le quinte si muove qualcosa di enorme

Tra quote societarie, strategie globali e il possibile addio di Flavio Briatore, il futuro di Alpine potrebbe cambiare radicalmente. E Liberty Media osserva in silenzio.
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Byd-alpine, la Cina accelera verso la Formula 1: dietro le quinte si muove qualcosa di enorme
Tra quote societarie, strategie globali e il possibile addio di Flavio Briatore, il futuro di Alpine potrebbe cambiare radicalmente. E Liberty Media osserva in silenzio.
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SHANGHAI - Oggi ne “I Racconti della F1” si vola in Cina, virtualmente ben inteso. La Cina non sta più osservando la Formula 1 da lontano. Questa volta sembra pronta a bussare con forza alla porta del Circus. E no, non si tratta soltanto di indiscrezioni o semplici rumors da paddock: qualcosa dietro le quinte si sta davvero muovendo. Altro che passi felpati. Qui il rumore rischia di diventare assordante.

In attesa del prossimo Gran Premio del Canada, il focus nei box si sposta clamorosamente in casa Alpine. Secondo diverse indiscrezioni internazionali, il colosso cinese BYD starebbe valutando l’acquisizione del 24% della squadra, quota oggi riconducibile a Otro Capital. Ma non finisce qui: l’obiettivo potrebbe essere ancora più ambizioso, con l’interesse rivolto anche alla storica struttura di Viry-Châtillon, fino allo scorso anno cuore pulsante delle power unit Alpine.

Una manovra che, se confermata, avrebbe un impatto enorme non solo economico, ma anche politico e tecnologico all’interno della Formula 1 moderna. A rendere il quadro ancora più incandescente è il futuro di Flavio Briatore. Secondo quanto riportato dalla giornalista brasiliana Julianne Cerasoli nel podcast “Pole Position”, il manager italiano potrebbe lasciare il proprio ruolo di Executive Advisor al termine della stagione. Un nome che nella storia della Formula 1 pesa tantissimo: quattro titoli piloti conquistati con Michael Schumacher e Fernando Alonso, oltre a tre mondiali costruttori tra Benetton e Renault.

Da Liberty Media, per ora, nessun commento. Bocche cucite. Ma è evidente che l’idea di un team cinese in Formula 1 farebbe gola eccome. Audience, mercato asiatico, investimenti, tecnologia: tutto porta nella stessa direzione. La Formula 1 continua a trasformarsi in uno spettacolo globale dai ricavi sempre più giganteschi.

E intanto nel paddock qualcuno sussurra già di possibili contatti tecnici con la FIA per comprendere più da vicino il know-how cinese nel settore elettrico e dell’innovazione. Per ora restano voci. Ma nel mondo della Formula 1 spesso le voci anticipano verità molto più grandi.

E mentre il paddock continua a sussurrare, il motore della stagione resta acceso. Il GP del Canada è alle porte e promette scintille. Come sempre, il piede resta giù sul gas. Sempre.

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