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«Spalletti rimane? Si deciderà»

Malagò basito davanti all’Italia
«Spalletti rimane? Si deciderà»
keystone-sda.ch / STF (Ariel Schalit)
«Spalletti rimane? Si deciderà»
Malagò basito davanti all’Italia
Il numero uno dello sport azzurro ancora sotto shock per l’ottavo dell’Europeo: «Scena inverosimile».
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ROMA - Dominata, maltrattata, umiliata, annichilita… chi ha raccontato la partita dell’Italia contro la Svizzera - quelli che non sono arrivati all’insulto - ha usato toni “definitivi”. Tranne Donnarumma, che ha anzi reso meno gravi le due ...

ROMA - Dominata, maltrattata, umiliata, annichilita… chi ha raccontato la partita dell’Italia contro la Svizzera - quelli che non sono arrivati all’insulto - ha usato toni “definitivi”. Tranne Donnarumma, che ha anzi reso meno gravi le due sconfitte e in generale tenuto a galla la barca, tutti gli azzurri sono stati criticati. Azzerati. Nessuna attenuante è stata riconosciuta loro. Non tanto per i risultati, quanto piuttosto per l’atteggiamento tenuto in campo. 

E questo atteggiamento, un’inspiegabile arrendevolezza, non ha lasciato a bocca aperta solo i semplici tifosi. Pure i dirigenti dello sport sono rimasti impietriti. Quelli del calcio, con il presidente della FIGC Gabriele Gravina che ha messo in discussione la propria posizione convocando a novembre le elezioni federali (inizialmente previste per febbraio-marzo 2025), e quelli dello sport in generale. Come Giovanni Malagò, numero uno del CONI. 

«Davanti alla disfatta con la Svizzera ho pensato di essere in una puntata di Scherzi a parte - ha graffiato il presidente dello sport italiano sul Corriere della Sera - Mi è capitato di assistere a sconfitte, ovvio. In sport individuali può succedere che il tennista o il nuotatore di turno proprio nel giorno della gara, a causa di un problema fisico o mentale, abbia una pessima prestazione. Ma in uno sport di squadra, con la possibilità di effettuare cinque sostituzioni su undici, la scena mi è sembrata inverosimile».

Malagò ha poi analizzato la posizione di Luciano Spalletti, il grande imputato, e di Gravina. «Il tecnico è stato onesto nell'ammettere di aver sbagliato e che il mestiere del selezionatore è diverso da quello dell'allenatore. Il commissario tecnico deve saper gestire un gruppo in base alle proprie idee tattiche. Il suo curriculum parla da solo ma è evidente che ha responsabilità. Se Luciano dice di essere pronto a rimettersi in gioco per dimostrare di poter ottenere risultati migliori, chi dovrebbe prendere la decisione di sostituirlo? I vertici federali che sono i primi a essere messi in discussione? Gravina non avrebbe potuto dilatare nel tempo questa situazione: l'aria si è fatta irrespirabile. Ha convocato le elezioni federali a novembre e chi arriverà si prenderà le sue responsabilità e deciderà se accordare fiducia a Spalletti oppure fare altre valutazioni». 

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