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Per Yakin il bicchiere è mezzo pieno

L'allenatore della nostra Nazionale: «Abbiamo ancora il destino nelle nostre mani»
Per Yakin il bicchiere è mezzo pieno
keystone-sda.ch (LAURENT GILLIERON)
Per Yakin il bicchiere è mezzo pieno
L'allenatore della nostra Nazionale: «Abbiamo ancora il destino nelle nostre mani»
Shaqiri: «Io in panchina? Chiedete all'allenatore»
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FELCSÚT - Murat Yakin ha trascorso gran parte della partita con le mani in tasca, scuotendo la testa, soprattutto nel secondo tempo quando la Svizzera è stata dominata da Israele, prima di concedere il pareggio. Come lo spiega il Mister? &laq...

FELCSÚT - Murat Yakin ha trascorso gran parte della partita con le mani in tasca, scuotendo la testa, soprattutto nel secondo tempo quando la Svizzera è stata dominata da Israele, prima di concedere il pareggio. Come lo spiega il Mister? «Gli israeliani non avevano nulla da perdere dopo l'intervallo e hanno reagito perché erano in svantaggio. Non so spiegare perché abbiamo concesso il pareggio».

Quindi, è semplice. La Svizzera - con Sommer, Akanji e Xhaka tra le sue fila, tutti leader nei rispettivi campionati, tutti brillanti, con giocatori di livello superiore in ogni settore e in ogni posizione - si è sgretolata: «Volevamo vincere, ma con questo pareggio teniamo una diretta avversaria a quattro punti da noi. Abbiamo ancora il destino nelle nostre mani». 

È vero, la Svizzera ha il suo destino nelle proprie mani. Ma quale destino? Quello in cui sono capaci di crollare nel secondo tempo con una regolarità sconcertante? È successo contro il Kosovo, contro la Bielorussia e ora contro Israele. Come si spiega? «Non lo so - esita Yakin - Nel primo tempo le cose andavano bene. Dopo, è vero, non è andata così bene. Eravamo troppo lontani dagli avversari e non pressavamo più. Dovremo analizzarlo nel dettaglio».

In realtà è come se tutta la squadra si fosse smarrita perché non crede nel progetto Yakin. È come se i giocatori non volessero o non potessero reagire quando necessario. È come se, non amando ciò che viene chiesto loro, non facessero uno sforzo in più.

Murat Yakin ha preso una serie di decisioni bizzarre da mesi, da quando ha assunto la guida della squadra. Per queste tre partite decisive delle qualificazioni a Euro 2024, non ha convocato un terzino destro professionista. È convinto che Edimilson sia l'uomo giusto e, al momento è l'unico in rosa per quel ruolo. Jordan Lotomba? È appena rientrato da un infortunio, ma il 10 novembre era nella rosa del Nizza, in panchina, e quindi in grado di giocare.

Nei recuperi della sfida di ieri Edimilson è stato espulso. Ora nella nostra Nazionale manca un terzino destro, perché contro il Kosovo non ci sarà neppure quello "innaturale" sognato da Yakin, ovvero proprio Edimilson. Cosa fare? Richiamare subito Lotomba, giusto? «Dobbiamo vedere, dobbiamo analizzare. Probabilmente sì, ci manca qualcuno a destra. Dovremo valutare se Jordan è pronto, ma secondo le nostre informazioni non era pronto per giocare lo scorso fine settimana». 

C'è poi l'argomento Shaqiri. Perché è stato lasciato fuori contro Israele? Il fuoriclasse della Nati non ha gradito la sua mancata presenza. Interrogato in merito il giocatore ha detto a 20 Minuten: «Chiedetelo all'allenatore!».

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