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L’OSPITE - ARNO ROSSINIMarchesano e Bottani modelli raggiungibili per i piccoli ticinesi

23.03.22 - 07:00
Arno Rossini: «La chiamata di Marchesano e Bottani? Yakin non sta facendo campagna elettorale»
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L’OSPITE - ARNO ROSSINI
23.03.22 - 07:00
Marchesano e Bottani modelli raggiungibili per i piccoli ticinesi
Arno Rossini: «La chiamata di Marchesano e Bottani? Yakin non sta facendo campagna elettorale»
«Il prossimo ticinese in Nazionale? Guidotti, senza dubbio: è in rampa di lancio».

LUGANO - Conquistata la qualificazione al Mondiale, nei prossimi giorni - senza pressione alcuna - la Svizzera si impegnerà in un paio di recite stimolanti. Comincerà sabato 26, quando a Londra sfiderà l’Inghilterra. Concluderà martedì 29, quando a Zurigo ospiterà il Kosovo. Nota lieta, lietissima, è che in almeno una di queste esibizioni sulla passerella potrebbe sfilare pure un ticinese. Antonio Marchesano e Mattia Bottani sono infatti stati preallertati da Murat Yakin: in caso di defezioni, il loro telefono potrebbe squillare…

«La loro convocazione, seppur di picchetto, è una bellissima notizia - è intervenuto Arno Rossini - per loro ovviamente, per i loro club e per tutto il Ticino. Stanno facendo bene, hanno un rendimento continuo, la chiamata è ampiamente meritata».

Ma arriva per due match che contano poco o nulla. Yakin ci crede o sta solo facendo “campagna elettorale”?
«No, dai. Diciamo che con la qualificazione anticipata si è guadagnato l’occasione e il diritto di fare delle prove. Ma queste potrebbero anche dare un esito sorprendente».

Marchesano e Bottani hanno davvero la possibilità di entrare stabilmente nel gruppo rossocrociato?
«Mettiamola così: stanno giocando a un livello molto alto e il Mondiale non è lontano. Io non li vedo esclusi in partenza. Anche perché di giocatori con le loro caratteristiche, in Svizzera, ce ne sono pochi. Non credo possano essere considerati futuri titolari; quella tecnica e quella capacità di cambiare ritmo, di spaccare le partite entrando dalla panchina potrebbero in ogni caso portarli lontano». 

Sono entrambi del 1991, forse il treno della Nazionale lo hanno perso…
«Non sono più giovanissimi, è vero, ma in questo ciclo possono starci. E poi avere 30 anni o più ha anche dei vantaggi: Antonio e Mattia hanno maturato un’esperienza e hanno uno spessore importanti. Si sono meritati la chiamata anche grazie all’ottimo lavoro fatto dai rispettivi club e allenatori, e ora è giusto che si giochino tutte le loro carte».

Se è vero che sono entrati in orbita rossocrociata “sfruttando” gli sforzi degli staff tecnici di Zurigo e Lugano… ci si deve attendere che con Yakin possano non rendere?
«Le difficoltà e i problemi superati in anni di carriera li hanno resi solidi mentalmente, li hanno portati a una serenità difficilmente scalfibile. Non ci saranno problemi».

Due ticinesi in Nazionale. Cosa significa?
«È una vittoria per il nostro calcio. E può essere fondamentale per i più piccoli che si avvicinano a questo sport. Sapere che un ragazzo come loro ce l’ha fatta… che spinta incredibile sarebbe. Avere dei modelli “raggiungibili” può fare la differenza».

Ora ci sono Marchesano e Bottani. Domani a chi toccherà?
«Il prossimo possibile convocato? Guidotti, senza dubbio. È stato frenato da un infortunio che gli ha fatto perdere tanto tempo, ma sta tornando. Ha classe e qualità molto importanti e soprattutto ha la testa giusta e quella concretezza derivata dalle recenti sofferenze. Se d’ora in avanti starà bene, potrà fare il grande salto. È in rampa di lancio. Nel calcio sono tante le variabili da tenere in considerazione; io credo comunque che, se tutto gli andrà bene, Stefano non rimarrà in Super League per più di un paio d’anni».

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