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MADRID
21.05.2020 - 20:100
Aggiornamento : 22.05.2020 - 17:03

«È più triste che ballare con tua sorella»

Luis Enrique, ct della Spagna, ha parlato del "nuovo calcio" con spalti deserti: «È avvilente»

MADRID - Può piacere oppure no, ma Luis Enrique è sempre stato un tecnico schietto e raramente banale nelle sue dichiarazioni. Interpellato sulla ripresa - rigorosamente a porte chiuse - della Bundesliga, il ct della Spagna non ha usato mezzi termini per definire lo scenario e le nuove modalità.

«Giocare a porte chiuse è più triste che ballare con tua sorella - ha commentato il 50enne, che in carriera ha guidato anche il Barcellona (vincendo anche una Champions) e la Roma - È molto brutto, ho visto il calcio tedesco ed è avvilente. Puoi sentire gli insulti e si perde del tutto l'intimità dei grandi momenti.  Ma è chiaro che questo è un business globale che genera un sacco di soldi e anche se lo spettacolo è molto diverso dal solito, può aiutarci a passare il tempo e a superare questa situazione». Nel frattempo anche per la Liga sono giorni cruciali, con i vertici del calcio che sperano di poter far ripartire lo spettacolo da metà giugno.

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