Il Berna azzanna il Lugano fin dal primo cambio e finisce 5-2

La squadra di Philippe Bozon non riesce a controllare l’impeto degli orsi e subisce una chiara sconfitta in gara-1 dei quarti dei playoff. Per la replica di giovedì alla Resega occorrono velocità e grinta
La squadra di Philippe Bozon non riesce a controllare l’impeto degli orsi e subisce una chiara sconfitta in gara-1 dei quarti dei playoff. Per la replica di giovedì alla Resega occorrono velocità e grinta
BERNA - Il Lugano di gara-1 dei playoff boccheggia, giovedì alla Resega ci vuole più intensità per battere un Berna solido e aggressivo. La chiave del 5-2 della PostFinance Arena è da leggersi nell’approccio al primo momento cruciale della stagione, che gli orsi – memori dei fallimenti degli anni precedenti – hanno affrontato con impeto e determinazione, pattinando come forsennati dall’ingaggio iniziale.
Per due tempi i bianconeri non hanno retto il ritmo, cercando soluzioni isolate che un pur incerto Bührer (che ha incassato due reti fra i gambali) è riuscito a neutralizzare. E nelle fasi decisive, quando le superiorità numeriche andavano sfruttate, la squadra di Larry Huras ha operato l’allungo decisivo, controllando un power play del Lugano troppo soft per graffiare.
Il Berna è partito come una furia e c’è voluta una penalità inflitta a Roche al 3’57 per arginarne l’asfissiante manovra. Ma all’8’15 Vigier ha rotto l’equilibrio con un preciso tiro di polso che Aebischer non ha visto. Il raddoppio, giunto al 10’02, è stato frutto della furbizia di Ziegler, che ha giocato di sponda con la balaustra di fondo e la base della gabbia per servire Rüthemann, che ha infilato da due passi.
Il Lugano, sovrastato nel pattinaggio e nel forechecking, è andato in gol 1’04 più tardi con Tristan Vaucliar, autore di una discesa che ha concluso con un perfido backhand. Ma ancora Vigier, riprendendo una corta respinta di Aebischer su tiro di Jobin, ha ristabilito le distanze al 12’59.
I bianconeri hanno iniziato il secondo periodo in condizioni favorevoli, con 104 secondi di superiorità numerica, ma non sono riusciti a rientrare in partita. Due penalità contro Helbling (eccessiva) e Sannitz sono invece state sfruttate immediatamente dal Berna, che si è portato sul 4-1 con McLean, abile a segnare da posizione molto defilata con l’aiuto del pattino di Julien Vauclair.
Philippe Bozon ha reagito ricomponendo il superblocco Domenichelli-Robitaille-Hamilton, ma la mossa non ha prodotto alcun effetto, eccezion fatta per un’occasionissima capitata a Domenichelli a 4 contro 5.
Il gol della speranza è arrivato in entrata di terzo conclusivo, quando al 41’47 Murray ha sorpreso Bührer fra i gambali, e il 4-2 è stato accusato dai bernesi, che sono logicamente calati sul piano fisico dopo due tempi pattinati a mille.
Ma il Lugano, a blocchi rimescolati, non è stato in grado di cambiar ritmo, sciupando un’altra superiorità numerica al 47’47 (Hänni), senza nemmeno riuscire a fare un tiro in porta. E al 56’07, con Näser ingenuamente sulla panchina dei penalizzati, il Berna ha chiuso definitivamente i conti con Ivo Rüthemann, autore di una doppietta.
Nulla è perduto, ci mancherebbe, ma giovedì ci vuole una squadra di leoni per fronteggiare questi orsi inferociti.
Foto d'apertura: Keystone








