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CHRISTIAN TRESOLDI

Difesa, droni e cyberspazio: i fatti oggi confermano la mia analisi

Christian Tresoldi, consigliere comunale Lugano
CHRISTIAN TRESOLDI
Difesa, droni e cyberspazio: i fatti oggi confermano la mia analisi
Christian Tresoldi, consigliere comunale Lugano

Sei mesi fa avevo scritto che la Svizzera non poteva più pensare alla difesa con idee vecchie e superate. Non era una provocazione. Era una riflessione seria, nata da anni di attenzione verso i grandi conflitti del nostro tempo: non solo la guerra in Ucraina, ma anche quanto sta accadendo in Medio Oriente e, più in generale, l’evoluzione delle tensioni internazionali. Osservando questi scenari, appare chiaro che la guerra moderna sta cambiando rapidamente e che anche i Paesi neutrali devono avere la lucidità di adattarsi.

Per questo avevo mandato a Berna una lettera con il mio piano, spiegando che la nostra neutralità, per essere credibile, deve basarsi su strumenti moderni, tecnologia e capacità di reagire alle nuove minacce.

Oggi il Consiglio federale va finalmente in quella direzione. Con il Messaggio sull’esercito 2026, Berna chiede al Parlamento circa 3,4 miliardi di franchi per rafforzare la difesa del Paese. I punti principali sono chiari: più difesa terra-aria, più protezione contro i droni e più capacità nel ciberspazio.

È esattamente quello che sostenevo da mesi. La guerra moderna non si combatte più solo con i mezzi tradizionali del passato. Oggi contano sempre di più i droni, gli attacchi a distanza, la guerra elettronica, gli attacchi informatici e la protezione delle infrastrutture sensibili. Chi ha osservato bene questi ultimi anni lo ha capito: il mondo è cambiato e anche la difesa deve cambiare.

Il punto non è fare militarismo. Il punto è essere realistici. Una Svizzera neutrale ma debole o impreparata non è più sicura. È solo più vulnerabile. La neutralità non basta dirla: bisogna anche saperla difendere.

Per questo la decisione di oggi è importante. Finalmente Berna riconosce che la sicurezza del Paese va aggiornata alle minacce di oggi, non a quelle di ieri.

In altre parole, la mia intuizione non era errata. Era fondata sulla realtà, sull’osservazione dei fatti e sulla consapevolezza che la Svizzera, per restare davvero indipendente e neutrale, deve anche essere moderna, pronta e credibile sul piano della difesa.

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