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PETRA SCHNELLMANN

Quando il sistema fiscale limita la libertà di scegliere

Petra Schnellmann, consigliera comunale PLR
Ti-Press
Fonte red
Quando il sistema fiscale limita la libertà di scegliere
Petra Schnellmann, consigliera comunale PLR

LUGANO -

L’8 marzo saremo chiamati a votare su una riforma fiscale che avrà un impatto diretto sulla vita di molte famiglie. La questione dell’imposizione individuale non riguarda solo gli esperti: tocca temi fondamentali come lavoro, autonomia e libertà di scelta.

Al momento, il nostro sistema fiscale penalizza le coppie sposate in cui entrambi i partner lavorano. Spesso, il secondo reddito è tassato in modo tale da rendere poco vantaggioso aumentare l’orario di lavoro o rientrare nel mondo professionale dopo una pausa. Pur senza imporre vincoli espliciti, il fisco finisce per influenzare decisioni che dovrebbero appartenere alla sfera personale.

In Svizzera, la tassazione marginale applicata al secondo reddito può risultare significativamente più elevata rispetto a quella di una persona non sposata con lo stesso stipendio. Questo provoca una disparità che colpisce in particolare la classe media e che non riflette più le dinamiche delle famiglie moderne.

Secondo l’OCSE, molti Paesi membri hanno optato per l’imposizione individuale in quanto considerata più equa e meno penalizzante per il secondo reddito — spesso percepito dalle donne — con effetti positivi sulla partecipazione al lavoro. È un modello adottato da tempo nei Paesi del Nord Europa come Svezia, Danimarca e Finlandia, dove la tassazione si basa sul singolo individuo anziché sul reddito complessivo della famiglia.

La questione non è solo economica. Lavorare significa preservare competenze, indipendenza e stabilità. Il matrimonio non dovrebbe comportare dipendenza finanziaria né ridurre l’autonomia di uno dei coniugi. L’imposizione individuale non impone modelli familiari né crea nuove dipendenze economiche: garantisce semplicemente che ognuno mantenga la propria autonomia fiscale, qualunque siano le scelte familiari. Una società moderna dovrebbe sostenere decisioni libere, evitando penalizzazioni indirette.

Sostenere lo status quo per ragioni di semplicità amministrativa equivale, in pratica, a tollerare una disuguaglianza fiscale che influenza le decisioni professionali e limita l'autonomia economica di numerose famiglie.

In un mercato del lavoro già sotto pressione, favorire chi desidera ampliare la propria partecipazione è fondamentale per il bene comune. Per tutti questi motivi, l’8 marzo voterò con convinzione SÌ a questa riforma: un passo necessario verso un sistema fiscale più equo, più snello e più rispettoso delle scelte individuali.

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