La Belle Époque a Lugano

Christian Tresoldi
C’era una volta Lugano. Una città dal fascino discreto, dove l’eleganza non aveva bisogno di farsi notare. Il lago era il cuore di tutto: bastava una passeggiata, un caffè, uno sguardo verso le montagne per sentirsi nel posto giusto. Fu in quegli anni che Lugano visse la sua Belle Époque, un nome che ancora oggi suona come una promessa: “epoca bella”. Per Lugano lo è stata davvero.
Parliamo soprattutto degli anni tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, con un picco tra il 1890 e il 1914. Furono anni in cui la città iniziò a diventare famosa a livello internazionale. Il motivo era semplice: Lugano aveva tutto quello che la gente cercava. Era in Svizzera quindi era sicura e stabile. Ma allo stesso tempo aveva un clima più dolce rispetto ad altre città svizzere. Era un luogo perfetto per chi voleva vivere bene, con calma, senza confusione. In quegli anni arrivavano in città molte persone importanti. Non solo ricchi ma anche persone colte: scrittori, artisti intellettuali, musicisti. Persone che viaggiavano in Europa e cercavano un posto tranquillo dove leggere, pensare, scrivere e parlare.
Il lago era il vero protagonista. Non era solo un panorama, ma il cuore della città. La gente passeggiava sul lungolago vestita bene, si fermava nei caffè, si salutava, si incontrava. Gli alberghi erano pieni e curati. Luoghi come il Grand Hotel di Lugano erano veri punti di ritrovo, dove si respirava un’atmosfera internazionale. In quel periodo alcune famiglie hanno segnato la storia della città. Una delle più conosciute è quella dei Conti Ciani simbolo di una Lugano elegante e piena di vita. Ancora oggi il Parco Ciani è una testimonianza viva di quell’epoca: basta camminarci per capire che quel luogo è stato pensato con uno stile specifico. Un altro simbolo sono le grandi ville sul lago. Tra queste ci sono Villa Heleneum e Villa Favorita. Quest’ultima è legata anche al Barone von Thyssen, grande amante dell’arte e proprietario di una delle collezioni più importanti d’Europa. Grazie a figure come lui, Lugano non era solo bella: era anche un luogo legato alla cultura internazionale.
Poi arrivò il 1914. Con la Prima Guerra Mondiale quel mondo iniziò a cambiare. L’Europa entrò in un periodo difficile e tante cose non furono più come prima. Lugano rimase bella e importante, ma la Belle Époque finì. Oggi Lugano è moderna organizzata e di qualità e grazie al sindaco, sta vivendo anche una piccola rivoluzione tecnologica legata all’innovazione e alle criptovalute. Ma ricordare quel periodo non serve per fare confronti. Serve a ricordare che Lugano era un piccolo gioiello d’Europa. E anche oggi, tra modernità e tradizione, continua a distinguersi.



